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Vecchi amori e clamorose rotture

Giovedì 02 Febbraio 2012 11:41

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copertina122Simone Di Giulio

Berlusconi e Bossi, evidentemente, insegnano. Quello che sta succedendo tra Popolo della Libertà e Lega a livello nazionale, dopo anni in cui si andava d’amore e d’accordo, sta succedendo, con le dovute proporzioni, tra Regione Lazio e Provincia di Latina.

I due rappresentanti degli enti, Renata Polverini e Armando Cusani, dopo una prima fase in cui sembravano sulla stessa lunghezza d’onda, ora non perdono occasione per mandarsi frecciate. L’ultima è quella legata agli Stati generali del turismo nel Lazio, manifestazione organizzata dalla Pisana, che ha invitato gli esponenti dell’amministrazione provinciale di Latina, ma (secondo gli stessi rappresentanti di via Costa) non gli avrebbe permesso di parlare al pubblico. Da qui la dura presa di posizione di Armando Cusani, che ha preferito disertare l’evento ed ha convocato una conferenza stampa il giorno prima, per spiegare la sua posizione in merito e per confermare, ancora una volta, lo stato di ‘guerra fredda’ tra la sua amministrazione e quella regionale. Durante la conferenza Cusani ha spiegato: “La credibilità in politica vuol dire mantenere fede agli impegni, avere il coraggio di cambiare, di rivoluzionare l’esistente quando non rema a favore della comunità, a costo di assumere posizioni scomode ma determinanti per il bene comune. berlubossiGalleggiare è facile, cambiare è coraggioso. Parto da queste considerazioni perché in occasione dell’evento denominato “Stati Generali del Turismo del Lazio” ed organizzato dall’Assessorato regionale al Turismo siamo stati invitati ma non saremo ascoltati. La Provincia di Latina è stata chiamata a partecipare ma non ad intervenire. Sia chiaro - ha proseguito Cusani - che l’atteggiamento mio e dell’intera Provincia di Latina non è contro la Regione Lazio. Non abbiamo intenzione di fare un altro partito, non vogliamo essere contro e mi guarderei bene dal minare il cammino del Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che è stata eletta grazie al determinante contributo delle Province, ma abbiamo il coraggio delle nostre idee e le portiamo avanti”. Nel suo attacco Cusani si concentra sulla chiusura dell’Atp: “Hanno svolto negli anni un ruolo peculiare per il turismo, rappresentano le cellule di prossimità per il turista, a servizio del territorio. Con un tratto di penna sono state cancellate per ‘esigenze di risparmio finanziario e presunte inadempienze delle Province’ e sostituite con l’Agenzia Regionale per il Turismo, che ha sede a Roma. Il provvedimento è stato adottato proprio nel momento in cui si stava perfezionando un lungo e faticoso percorso di decentramento amministrativo che prevedeva, tra l’altro, il trasferimento delle funzioni delle APT in capo alle Province. All’Agenzia Regionale per il Turismo, che sarà costituita da circa 90 persone, sono state già assegnati oltre 2,5 milioni di euro per le annualità 2011 e 2012. Dove sta il risparmio? La vicinanza al cittadino? Le soluzioni in tempi rapidi?”.