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A Sezze funziona più il litigio che il confronto

Giovedì 02 Febbraio 2012 11:39

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minoranzasezzedi Simone Di Giulio

Negli ultimi cinque anni anche Sezze si è caratterizzata per clamorose rotture all’interno delle varie forze politiche. La più importante proprio in appendice alle elezioni del 2007, con l’allontanamento dall’allora Casa delle Libertà del candidato sindaco (Serafino Di Palma) e dell’unico eletto in Forza Italia (Roberto Reginaldi).

Ai due, in un secondo momento, si è aggiunto anche Antonio Vitelli, che ha lasciato il gruppo del PdL capeggiato da Rinaldo Ceccano e, insieme agli altri due consiglieri, ha formato il gruppo dei responsabili che nelle prossime elezioni li vedrà schierati al fianco di Campoli. Di rottura clamorosa non si può parlare, ma certo ha lasciato strascichi pesanti l’abboccamento dell’Udc nella maggioranza Campoli, che poi non ha accettato alcune posizioni di Polidoro e Casalini e ha preferito fare a meno del gruppo del partito di Casini e Cesa, che da quel momento si è ritrovato in una sorta di limbo che ancora non gli fa decidere da che parte stare alle elezioni del prossimo 6 maggio. Non c’è stata una rottura ufficiale, ma anche gli ex componenti de La Margherita sono stati molto vicini all’abbandono della maggioranza. Allarme poi rientrato, anche se qualche mal di pancia resta. Più problematico per Campoli e il Partito Democratico in generale ricucire gli strappi con la sinistra radicale, che mai ha digerito le azioni di governo messe in atto negli ultimi cinque anni. Chi invece ha perdonato tutto all’amministrazione Campoli è l’Italia dei Valori, che dopo cinque anni di battaglie contro il Partito Democratico ha deciso di sotterrare l’ascia di guerra e di tornare nei ranghi, dicendosi pronta a schierarsi con il confermato primo cittadino. Insomma la tendenza lascia presagire che a Sezze sia più facile litigare ed accusarsi vicendevolmente piuttosto che mettersi a tavolino e discutere di problemi e criticità.