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Arrestati i vertici della Fantasie Onlus
Giovedì 26 Gennaio 2012 17:40
Clamorosa svolta nell’indagine sull’accoglienza ai profughi provenienti dalla Libia. Dopo mesi di analisi e deduzioni atte a ricostruire la vicenda, il sostituto procuratore Olimpia Monaco ha formulato pesanti accuse che hanno reso necessari cinque arresti.
In manette la responsabile della cooperativa Fantasie Onlus Franca Spirito, il consigliere comunale e direttore generale della cooperativa Rinaldo Ceccano e altre tre persone, collaboratori di Fantasie, Giancarlo Liberatori, 61 anni, Barbara Modugno e Gianni Modugno, 39 e 64 anni. Per i primi due sono scattati gli arresti, effettuati all’alba del 18 gennaio scorso, Ceccano nel carcere di via Aspromonte a Latina, Franca Spirito in quello romano di Rebibbia, mentre per i tre collaboratori la magistratura ha disposto la misura degli arresti domiciliari.
I reati sono gravissimi: truffa aggravata ai danni dello Stato, falso e abbandono di minore e incapace. Con lo scoppio della rivolta in Libia un forte afflusso di stranieri aveva assunto in tutto il Paese carattere d’emergenza, la gestione dell’accoglienza era stata affidata alla Protezione Civile che aveva emanato un’ordinanza nel mese di aprile con la quale delegava alle Regioni l’organizzazione territoriale e l’assistenza dei profughi, che a sua volta aveva iniziato ad elargire somme per gli stranieri. A ognuno di questi sarebbero stati destinati circa 42 euro al giorno, parte dei quali sarebbero stati trattenuti dagli indagati. Secondo gli inquirenti in realtà avrebbero consumato cibo e generi di prima necessità per neanche cinque euro. In relazione ai 70 stranieri gestiti dalla coop, secondo i carabinieri la truffa ammonterebbe a circa 400mila euro.
L’indagine aveva preso il via da una segnalazione che informava delle condizioni precarie in cui erano costretti a vivere, tutti stipati in un appartamento di Roccagorga, troppo piccolo rispetto alle esigenze di un numero così consistente di persone. Uomini, donne e bambini non avrebbero ricevuto neanche lo stretto necessario per vivere dignitosamente, un pasto spesso composto solo da un piatto di riso, neanche uno spazzolino a testa, come avevano denunciato nel corso della protesa di qualche mese fa scoppiata nella struttura di Latina. Un fulmine a ciel sereno che potrebbe avere anche strascichi maggiori. Altre tre persone, fanno sapere gli inquirenti, sarebbero coinvolte nella faccenda che riguarda la cooperativa Fantasie e un altro filone di indagini sarebbe stato aperto per chiarire alcune vicende poco chiare che riguardano la presenza di profughi provenienti dalla Libia e collocati sui Monti Lepini. Nelle prossime settimane se ne saprà di più, ma di certo questi provvedimenti e quanto emerge dalle indagini danno la misura della gravità di quanto commesso.




