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Le reazioni del mondo politico
Giovedì 26 Gennaio 2012 17:38
Si affida ad una nota scritta il sindaco Campoli in apertura del consiglio comunale dello scorso 18 gennaio, appena qualche ora dopo la notizia dell’arresto di Rinaldo Ceccano e di Franca Spirito per la gestione dell’emergenza profughi.
Il primo cittadino di Sezze si dichiara totalmente estraneo alla vicenda e afferma di aver fiducia nell’operato della magistratura su questa delicata questione. Poca voglia di parlare dell’accaduto da parte dei consiglieri, ma prese di posizione che scatenano polemiche arrivano dal direttivo del Popolo della Libertà, di cui Ceccano è commissario locale. In una nota firmata dal portavoce Carlo Enrico Magagnoli si rinnova fiducia e pieno sostegno a Ceccano: “Alla luce degli ultimi fatti di cronaca che vedono coinvolto il segretario politico Rinaldo Ceccano il direttivo del PdL di Sezze nelle figure del gruppo consiliare Toni Piccolo e Lidano Zarra e da Emiliano D'Arpino, Gino Persi, Pino Zaccheo, Sandro Petrianni, Giovanni Moraldo, Peppe Spagnoletto, Federico Bernola, Mario Sagnelli, Salvatore Calabresi, Pio Perciballe, Giovanni Del Duca, Pino Ciarlo, Carlo Enrico Magagnoli, rinnova la fiducia al segretario e al suo lavoro politico svolto fino ad oggi e che continuerà a svolgere non appena possibile. Esprime solidarietà sia alla persona umana che alla sua famiglia, ed a tutte le persone e famiglie coinvolte dalla stessa vicenda giudiziaria. Il direttivo - conclude la nota - rinnova le stesse garanzie espresse dal segretario agli alleati e futuri tali, esprime di non accettare condizioni da alcuna forza partitica e politica e di restare sulla linea della pari dignità”.
Immediata la reazione di Roberto Reginaldi. Il consigliere comunale chiede che il Comune si dichiari parte civile: “Il direttivo Api esprime massima solidarietà e sostegno ai rifugiati politici che hanno patito e denunciato condizioni disumane e di essere stati usati come fonte di lucro, alle forze dell'ordine che hanno operato riscattando la dignità, sia dei profughi che delle città coinvolte, o meglio, trascinate nello scandalo, alla magistratura, che sta svolgendo le indagini e che ha messo la parola fine alle condizioni disumane cui erano sottomessi esseri umani provenienti da paesi sconvolti da guerre e fame, ai cittadini di Sezze che si sono visti in televisione e sulla stampa nazionale come paese lager”. Reginaldi non accetta la posizione del direttivo del PdL, in particolar modo quella del consigliere Piccolo: “Del tutto fuori luogo la solidarietà, fiducia e sostegno espressa da Piccolo, non per altro nella sua veste anche di Maresciallo della Guardia di Finanza, che dovrebbe invece solidarizzare, sostenere e soprattutto avere fiducia, nei confronti dei suoi colleghi dell'arma per i mesi di indagini svolti, con la magistratura, garante della civiltà, e con il popolo setino”.




