- Errore
Crisi senza fine
Giovedì 19 Gennaio 2012 19:02
Quella della Tacconi Sud è sicuramente una storia che offre enormi spunti di riflessione e che dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, lo stato di emergenza in cui si trova la provincia di Latina, letteralmente sopraffatta dallo stato di crisi, che negli ultimi anni ha punito severamente soprattutto la piccola e media impresa.
Le multinazionali hanno abbandonato questo territorio da troppo tempo e a pagare dazio sono state le aziende più piccole, che hanno dato vita alle loro contromisure per non essere inghiottiti nel baratro. Due anni fa le prime avvisaglie, con l’abbandono della provincia di Latina da parte di multinazionali del settore farmaceutico, Pfizer e Bristol, arrivate alla drammatica decisione di chiudere i loro stabilimenti pontini. Poi la patata bollente e la crisi che avanzava ha colpito le piccole aziende, la storica ex Fulgorcavi, nell’ultimo periodo Nexans, che nell’estate 2010, alla vigilia del cinquantennale ha chiuso i battenti. Nexans subentrò alla Fulgorcavi e alla multinazionale francese Alcatel. 1200 circa gli operai attivi in Fulgorcavi, nata grazie alla Cassa per il Mezzogiorno e passata sotto cinque diverse gestioni: Fulgorcavi, Gepi, Nuova Fulgorcavi, Alcatel e Nexans. Negli anni d'oro lo stabilimento raggiunse 20 reparti su 50.000 metri quadrati coperti e circa 1200 dipendenti. Dagli anni '90 l'inizio della crisi, poi la chiusura. Farmaceutiche ma non solo. La crisi ha coinvolto più comparti industriali, chi più chi meno pronte a cambiare destinazione e a investire altrove. L’ultimo dei tantissimi casi registrati arriva da Sezze, con la situazione creatasi all’interno della fabbrica di Estrusione Italia. L’azienda che produce profilati di alluminio prevalentemente per il settore edile dal 9 gennaio non riapre i cancelli. Non ci sono commesse secondo la proprietà. Intanto i lavoratori, già posti in cassa integrazione guadagni, rischiano di rimanere con un pugno di mosche tra le mani. Novanta posti di lavoro che rischiano di saltare aggravando una situazione già di per se stessa tragica: “L’ Azienda - ha spiegato il segretario della Uil- Uilm Luigi Ippoliti - da tempo registra una crisi di commesse preoccupante, come del resto tutto il settore dell'alluminio in provincia di Latina. Dopo gli accordi sindacali è entrata in regime di cassa integrazione guadagni, lavorando quindi ad intermittenza a secondo delle commesse pervenute da parte dei clienti”. Il dubbio dei lavoratori è che alcune di queste commesse sarebbero state dirottate dall’azienda allo stabilimento di Buccino a Salerno. Commesse che saltano, lavori che si perdono, famiglie senza futuro. Questo il quadro disarmante della nostra provincia.




