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Un po’ di cifre
Giovedì 12 Gennaio 2012 11:27
Durante la lettura dei vari decreti legislativi emanati sulla questione trapela un dato sul quale è possibile cercare di dimensionare la portata logistica ed economica della vicenda profughi.
L’allora presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, in ottobre individua in oltre 60.000 i migranti giunti in Italia nei primi nove mesi del 2011. Ammesso che da allora l’arrivo di sia arrestato, o che comunque tra rimpatri e nuovi arrivi la cifra sia rimasta stabile, calcolare i costi sostenuti dallo stato non è difficile partendo dal costo unitario per ognuno di loro, 42 euro al giorno. Senza contare i costi in forze dell’ordine, trasferimenti e orari impegnati da Procure, Questure e Prefetture, ogni giorno l’emergenza costa 2.520.000 euro (due milioni e mezzo di euro) che moltiplicati per trenta giorni, un mese, fanno 75.600.000 euro da moltiplicare per i mesi in cui l’emergenza è durata fino ad ora e quelli per i quali ancora durerà. Con tali cifre in gioco forse è meglio che i controlli sulla celerità e l’efficienza delle pratiche burocratiche intraprese che hanno in affidamento i suddetti rifugiati, così come quelli riguardanti le condizioni degli alloggi degli stessi e l’attuazione delle tante clausole contenute nei protocolli sottoscritti al momento dell’affidamento, siano rispettati con scrupolo estremo.




