- Errore
Gheddafi, Bin Laden, Fukushima
Giovedì 15 Dicembre 2011 16:29
Una profezia dei Maya dice che il prossimo anno, nel mese di Dicembre, finirà il mondo. Noi ovviamente non ci crediamo, ma se uno dovesse leggere gli eventi di questo 2011 che se ne va in una crta maniera, qualche presagio potrebbe pure riscontrarlo.
Premonizioni a parte, il primo evento che ricordiamo nel corso dei dodici mesi appena trascorsi è datato 11 gennaio quando una serie di allagamenti dovuti al maltempo, causano la morte di ottocento persone a Rio de Janeiro in Brasile.
Due settimane dopo, il 25 gennaio in Egitto, dopo la caduta del regime tunisino, il popolo insorge contro il regime di Mubarak. Le sommosse durano fino all’11 Febbraio quando lo stesso Mubarak rassegna le dimissioni. In seguito è il turno della Libia ad alzare la sommossa. Il 24 febbraio le truppe di Gheddafi sparano sulla folla dando inizio ad una guerra civile efferatassima. Si contano almeno 6.000 morti nella sola Tripoli, mentre a Zuara (occupata dai ribelli) la stima della stampa libica è di 23 morti e decine di feriti. Marzo è il mese nero del Giappone. E’ il giorno 11 quando un terremoto con epicentro in mare, di magnitudo 9.0 della scala Richter (tra i dieci più forti della storia della sismografia), colpisce la regione di Tōhoku in Giappone. Il terremoto e le onde anomale conseguenti causano circa 11.000 morti accertati e oltre 17.000 dispersi; gli tsunami hanno interessato, senza causare altre vittime, anche tutto il resto del bacino del Pacifico. Inoltre, a causa del maremoto, segue un terribile incidente alla centrale nucleare di Fukushima, che provoca la fuoriuscita di materiale radioattivo. In Aprile la furia degli elementi si riversa sugli Stati Uniti.
Il 27, nel sud degli USA, negli stati dell'Alabama e del Missouri, una serie di tornado uccidono più di 300 persone e tolgono l'elettricità a migliaia di cittadini. Ci sono state vittime anche negli stati confinanti. Nelle stesse ore i riflettori sono però puntati sulla Gran Bretagna: il gran giorno arriva il 29 quando il Principe William del Galles sposa Kate Middleton riportando in auge la favola della principessa triste lady Diana, madre di William. Il 1 Maggio l’Italia è a centro del mondo; contemporaneamente a Roma si celebra il concertine a San Giovanni a poche ore di distanza dalla nomina a Santo di papa Giovanni Paolo 23. La data clou della lotta al terrorismo, a quasi dieci anni dalle torri gemelle, cade il 2 maggio: Il terrorista Osama Bin Laden, ideatore degli attentati dell'11 settembre 2001, è stato ucciso in Pakistan dai Marines statunitensi. A movimentare l’estate sono ancora gli eventi dell’Africa, dove guerriglie ormai quotidiane danno il via ad un esodo massiccio verso l’europa, in particolare l’Italia. Il 22 luglio il caldo è gelato da una notizia agghiacciante dalla Norvegia: un attentato terroristico, di matrice neonazista, colpisce il centro di Oslo con un ordigno esplosivo e l'isola di Utøya con una sparatoria: 76 morti in totale. Il responsabile del massacro è un norvegese di 32 anni, Anders Behring Breivik. Con ancora i dubbi sull’unica foto divulgata della morte di Bin Laden, l’11 settembre si commemora il decimo anniversario dell'attentato alle Twin Towers. Il 5 ottobre a piangere è il mondo tecnologico del ‘think different’; muore Steve Jobs, fondatore di Apple e di Pixar. Nel A tenere banco sui giornali però è il movimento degli Indignados, che partito dalla Spagna, a causa di una crisi economica globale ormai pressante, il 15 fa tappa in Italia. La grande manifestazione di Roma, così come accaduto a Genova dieci anni prima, viene rovinata da poche centinaia di black block che, incuranti delle forze dell’ordine, mettono a ferro e fuoco la città. Il 20 ottobre in Libia, dopo 8 mesi di guerra civile, viene ucciso Mu'ammar Gheddafi, evento che sancisce la fine della fase cruenta della guerra civile. Il 31 Ottobre La Terra supera i 7 miliardi di abitanti appartenenti al genere umano. Il reso è storia dei giorni nostri con la crisi economica che attanaglia tutti gli stati europei. Italia, Spagna e Grecia che sono in affanno. Francia e Germania che non riescono a imboccare la via d’uscita e l’Inghilterra che piomba in una sorta di isolamento poco edificante.




