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Sezze: politica in subbuglio, Dondi a casa e questione profughi

Giovedì 15 Dicembre 2011 16:25

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consigliodi Simone Di Giulio

Quello che doveva essere un anno tranquillo, in attesa del rush verso le elezioni comunali del 2012, si è dimostrato, invece, ricco di colpi di scena. In ambito politico Campoli, dopo le dimissioni ritirate nel dicembre 2010, ha goduto di un sostegno praticamente bulgaro, potendo fare affidamento anche sul gruppo dei ‘responsabili’ nato ad inizio dell’anno.

Meno fortunato l’approccio con l’Udc, mai gradito dai vertici provinciali del Pd e andato in malora sulla faccenda Dondi/Acqualatina e, in seguiti, su vicende non strettamente collegate alla politica. Le fiammate sono arrivate nel periodo estivo. Dopo il referendum e l’ottimo risultato raggiunto si è cercato di cavalcare l’onda lunga e a luglio c’è stato un importante passaggio in consiglio comunale per discutere della situazione con il gestore del servizio idrico integrato, la Dondi. Peccato che in commissione capigruppo, tre giorni prima, era uscito il nome di Acqualatina come sostituto della società di Rovigo. Campoli si è trovato improvvisamente solo, senza l’Udc appena entrato in maggioranza e senza una parte del Partito Democratico che non aveva assolutamente gradito alcune scelte operate dal resto della maggioranza. Contestualmente al tentativo (inizialmente fallito) di sciogliere la convenzione con la Dondi a Sezze esplodeva l’affaire rifugiati politici, con decine di extracomunitari scoperti in due casolari, uno al confine tra Sezze e Bassiano, l’altro in via Roccagorga. udcUna faccenda davvero intricata, che ha portato anche al coinvolgimento di alcuni esponenti politici setini e che ancora non si conclude. Al ritorno dalla pausa estiva Campoli è riuscito ad ottenere quanto fallito a luglio. Il 26 settembre il consiglio ha approvato la rescissione della convenzione con la Dondi, ma anche in questo caso le polemiche non sono mancate. Gli ultimi mesi dell’anno, infine, sono stati all’insegna della preparazione per le elezioni della prossima primavera. Da una parte Campoli, che sta cercando di ricostruire dalle macerie almeno un pezzo della coalizione che quattro anni e mezzo fa gli regalò la vittoria al primo turno, dall’altra un centrodestra sempre più allo sbando, concentrato a trovare un candidato sindaco invece che mettere nero su bianco programmi e prospettive per rovesciare l’egemonia del centrosinistra. A pagare il prezzo maggiore in questa situazione è la crescita del paese, fermo al palo e poco competitivo sui tavoli regionali e provinciali. La speranza per il futuro prossimo è che si torni ad amministrare e si metta da parte l’arte della politica, mai così inutile come in questo periodo.