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Priverno, un anno che finirà nel dimenticatoio

Giovedì 15 Dicembre 2011 16:22

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Privernodi Mario Giorgi

Il 2011 a Priverno è quasi sicuramente uno di quegli anni che saranno ricordati poco. Perché, a pensarci bene, non è che sia stato caratterizzato da eventi, lavori, attività e interventi che, in qualche modo, lasciano il segno sulle future generazioni.

Nemmeno si riesce a trovare qualcosa che, comunque, abbia potuto concorrere a migliorare la qualità della vita della città e dei suoi abitanti. Sicuramente, però, il 2011 è stato per il centro collinare lepino un anno vissuto, soprattutto dalla classe politica locale, all’insegna della polemica politica, per non parlare di scontro vero e proprio tra le varie fazioni partitiche. Decisamente. Perché le strade, le rotatorie posticce, le grandi opere pubbliche in piedi da anni (i palazzi Zaccaleoni e San Giorgio, le mura medievali, gli scavi archeologici), i problemi del centro storico, la manutenzione delle frazioni, la qualità dei servizi (sanità, raccolta Rsu), il rilancio turistico e l’occupazione sono rimaste, praticamente, allo status quo ante. Se non sono addirittura peggiorate. E su queste questioni si è sviluppata la polemica tra le parti politiche. L’anno si era aperto con la protesta dei lavoratori socialmente utili che speravano in una stabilizzazione, sponsorizzata dalla regione Lazio, e si chiude con quegli stessi lavoratori che sperano, invece, di poter continuare a lavorare sia pure in modo precario. Nella stessa situazione si trovano anche i lavoratori della Multiservizi Lepini. In primavera era scoppiato – o meglio si era riproposto – il problema dell’isola pedonale in via Consolare, che poi è diventato il tormentone di tutta l’estate e fino alla fine di ottobre quando l’esperimento è finito e si è ritornati alla sua istituzione nel solo pomeriggio del sabato. Ed a proposito di isole, come dimenticare la questione delle cosiddette isole ecologiche a scomparsa. Da oltre due anni la città attende il loro decollo, contestualmente all’avvio della raccolta differenziata dei rifiuti che, finora, vede la città di Priverno all’ultimo posto tra i Comuni della provincia. Quelle isole, duramente contestate da forze politiche di opposizione e cittadini, dopo essere state collocate anche in posti caratteristici del centro storico, sono diventate oggetto dell’usura del tempo e dell’incuria e dell’inciviltà degli uomini. Altro argomento oggetto di forte polemica è stato il castello e, soprattutto, il parco di San Martino che, dopo un intervento di messa in sicurezza (!) dei pini, offre di sé una cartolina decisamente diversa e desolante. Per non parlare della farsa della cosiddetta caccia al cinghiale! Ma il problema più grosso, oggetto non solo della polemica politica, ma soprattutto della preoccupazione dei cittadini, è stato nel 2011 sicuramente quello della sanità. Il Punto di primo intervento presso l’ex ospedale “Regina Elena” per tutta l’estate è stato al centro delle cronache locali dei giornali: chiude, anzi no. Viene chiuso soltanto dalle 20 alle 8, in orario notturno. Funziona h24. A prescindere dagli orari e, in particolare, dall’abnegazione degli operatori, quel Ppi è diventato sempre più avaro dispensatore di servizi sanitari. E poi l’ospedaletto di Borgo S. Antonio. Piano piano ha perso personale medico e infermieristico e, di conseguenza, numerosi servizi (ginecologia e broncopneumologia su tutti), per non parlare di quella che avrebbe dovuto diventare (promesse non solo dei politici locali, ma addirittura del presidente della regione Lazio Renata Polverini) una cittadella sanitaria in via Madonna delle Grazie. I lavori di ristrutturazione sono iniziati e si sono interrotti chissà quante volte. E la gente e gli operatori lì a protestare e ad aspettare. Insomma, un quadro non certo esaltante e che, purtroppo, non sembra promettere miglioramenti alla luce delle manovre del governo centrale, tanto che già da qualche mese il Comune ha pensato bene di mettere in vendita alcuni gioielli di famiglia (Museo di Fossanova, cinema teatro comunale). Hanno retto, invece, nel 2011, i rapporti internazionali, i gemellaggi e i patti di amicizia, soprattutto con città e paesi dell’Europa dell’est. Come a dire, almeno in politica estera Priverno non ha nulla da invidiare. Ma tutte le colpe non possono certamente essere addebitate agli amministratori comunali, perché la città che fu di Metabo e Camilla, pur potendo contare su autorevoli esponenti di maggioranza in provincia e, addirittura, in regione, pochi aiuti, se non nessuno, ha avuto dagli enti sovracomunali. E, allora, che fare a questo punto? Ci fermiamo alle solite lamentale, ai soliti piagnistei, alla ricerca di reali o presunte responsabilità? Nemmeno per sogno. Priverno e i Privernati possono sempre sperare in un futuro migliore. D’altronde – lo dicevano gli antichi Romani – Spes ultima dea… Conclusione aggiuntiva: sicuramente qualcuno dirà che siamo i soliti disfattisti. Non è che ci dispiaccia dire la verità, però… allora abbiamo cerato almeno una nota positiva nell’anno che sta per chiudersi. L’abbiamo trovata. Stazione ferroviaria di Fossanova: sono iniziati i lavori per il parcheggio antistante lo scalo! Sono 38 anni che viaggio, tra due o tre dovrei andare in pensione – ci ha detto un pendolare – vorrei poter utilizzare anch’io questo nuovo parcheggio! Amen.