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MAENZA ENTRA NELL’AFFARE RIFUGIATI
Mercoledì 21 Settembre 2011 15:28
Tra il 10 e l'11 agosto scorso nel piccolo paese lepino, per contro della cooperativa Karibu, ospiti nei locali dell'Ostello San Tommaso d'Aquino, arrivano a Maenza circa quaranta profughi provenienti in gran parte dalla Libia anche se originari di vari stati dell'Africa (Nigeria, Guinea, Mali, Costa d'Avorio, Senegal).
Sono gli stessi comparsi sui giornali nei giorni immediatamente precedenti a questo spostamento che li porta a Maenza da Villa Rosa a Sezze a seguito dello sgombero operato dalla forze dell'ordine a causa delle condizioni igienico-sanitarie in cui versavano. L'impatto con la tranquilla quotidianità della comunità maentina non è dei più facili sebbene il paese, da esperienze precedenti, sia abituato a processi di integrazione. Soggiorni per figli di immigrati, Emmaus School, e consistenti comunità di genti di ogni parte del mondo, non sono novità per Maenza che però risente per l'immissione fragorosa di un gruppo così consistente dal punto di vista numerico. In più, nei primi giorni del loro soggiorno, la nuova comunità, scottata e scossa dalla precedente esperienza setina, ha un comportamento non del tutto impeccabile che sfocia nel 16 in un episodio che richiede l'intervento delle forze dell'ordine. Le prese di posizione delle varie forze politiche del paese non aiutano certo il clima a rasserenarsi. In primis il comunicato dell'amministrazione che si dichiara estranea alla questione e mettendo al centro la questione della sicurezza cui nei fatti non darà seguito. Il presidente della Pro Loco incentra invece il suo intervento su un presunto cambio di destinazione dell'Ostello (che negli stessi giorni ospita i musicisti del Collegium Musicum) e trascura completamente una possibile pars construens fatta ad esempio di iniziative tese all'integrazione. Allo stesso modo, le forze di opposizione, su tutte il PD locale, muovono anche loro dei dubbi sulla questione sicurezza e ordine pubblico ma di aspetti concreti nemmeno l'ombra. Ciò non favorisce l'accoglienza da parte delle persone che solo con il passare dei giorni incominciano a digerire la nuova situazione, non prima di un atto vandalico gravissimo come lo sfregio con dedica dell'autovettura di uno dipendente dell'ostello che sul parabrezza trova un cartello con censurabile invito ai setini a riportarsi via gli ospiti di colore (detto parafrasando il contenuto con tanta poesia).




