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CACCIOTTI: “NESSUN ACCORDO CON VILLA ROSA”

Giovedì 21 Luglio 2011 07:59

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costantinocacciottidi Domiziana Tosatti

Non ne sapeva nulla, lo ha ribadito più volte, e adesso che è stato 'tirato in mezzo' al momento del verbale raccolto dai Vigili nella testimonianza rilasciata da un cittadino ivoriano di 47 anni, che, parlando italiano, si è reso portavoce di tutti gli altri, il sindaco di Bassiano, Costantino Cacciotti, ha voluto chiarire la propria posizione inviando una lettera ufficiale al prefetto D'Acunto, al Questore D'Angelo, alla Procura della Repubblica, al Comando dei Carabinieri di Bassiano e al sindaco di Sezze, Andrea Campoli.

Il cittadino ivoriano, Moumouni Savadogo, ha dichiarato di aver saputo che Cacciotti avesse preso accordi con la Casa alloggio Villa Rosa per la collocazione delle circa 50 persone in attesa, sembra, del riconoscimento dello status di 'rifugiati politici', nella villa di via Olivelle Pontine, sulla provinciale Ninfina I°, al civico 63. "Ritengo doveroso precisare di non aver fatto nessun accordo con la comunità alloggio Villa Rosa per l'accoglienza dei citati immigrati, né tanto meno- ha scritto- di essere a conoscenza della provenienza e dello stazionamento, legittimo o meno, delle persone individuate nel sito. Inoltre, devo rappresentare che la strada di accesso all'abitazione di via Olivelle è chiusa con sbarramento per motivi di sicurezza, a seguito del cedimento della banchina stradale a far data dal 18 marzo 2011 come da ordinanza n° 4 /2011". Nella lettera il primo cittadino ha chiesto che sia verificata la legittimità della presenza degli immigrati nell'abitazione e di 'prendere i provvedimenti di competenza'. Una bomba ad orologeria, di cui forse nessuno all'inizio aveva captato la gravità. Gli immigrati erano stati assegnati alla cooperativa sociali Karibù di Sezze, che è accreditata per l'ospitalità dei rifugiati politici, ma che non ha strutture per l'accoglienza, Per questa si serve di diverse case alloggio sul territorio, tra queste Villa Rosa, sita in via Melogrosso n. 100, all'interno del Comune di Sezze. I circa 50 cittadini provenienti da varie parti dell'Africa sono stati tuttavia, non si sa ancora il perché ed attraverso quale tramite, dirottati presso la grande abitazione di via Olivelle a Bassiano. "Il sociale non è affare e non è business- ha dichiarato l'assessore ai Servizi sociali, Giovanbattista Onori- il sociale è accoglienza, ma non assistenzialismo. Noi lo conosciamo ed operiamo nella massima trasparenza insieme alla cooperativa sociale Utopia 2000, alla quale abbiamo affidato la gestione del complesso la Peschiera, dove è nata una casa famiglia e dove gli ospiti, per la maggior parte minori di origine rom, sono inseriti in percorsi di formazione professionale. Esistono chiaramente delle responsabilità che vanno individuate e se qualcuno sarà ritenuto colpevole, dovrà giustamente pagare".