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FAVOLE E IMMANCABILE VOX POPULI
Giovedì 21 Luglio 2011 07:57
Tutti ad aspettare il sindaco e alla fine nessuno davvero soddisfatto delle dichiarazioni del primo cittadino che, come nella migliore tradizione che ha contraddistinto la sua opera nei quattro anni trascorsi, ha preferito ‘volare basso’ e gettare acqua sul fuoco sempre più caldo delle polemiche.
Al cospetto delle dichiarazioni soft di Campoli, quindi, fanno da contraltare tutte quelle voci che nell’ultima settimana hanno infiammato l’agora setina. Dalle dimissioni di Marchionne alla posizione di Casalini, tutto diventa, inevitabilmente, fiaba. Nessun motivo collegabile ai rifugiati ha spinto l’assessore a dimettersi, quindi nessuno adesso si metta a speculare. Marchionne ha lasciato per aver avuto un incarico da Aldo Forte in Regione, il resto sono favole. Così come l’assenza di Casalini dai banchi al momento della discussione dell’interrogazione presentata da Casadei. Nessun collegamento tra le due cose, quindi favole, roba da bambini che non hanno nulla da fare e perdono interi pomeriggi tra Porta Pascibella, Ferro di Cavallo, Zoccolanti, centro commerciale Le Fontane o piazza De Magistris a parlare di scrivanie che volano verso noti esponenti politici locali (magari commissari di un partito di centro di cui non farò il nome), oppure di referti ospedalieri, di confronti serrati all’interno della maggioranza, di noti imprenditori setini che acquistano casali a Bassiano, li ristrutturano e poi ci infilano dentro una cinquantina di immigrati che non sanno nemmeno dove sono stati piazzati. Favole, come quelle che si raccontano ai bambini per metterli a nanna. Gli unici a pagare dazio, almeno fino a quando (e se, soprattutto) la magistratura non riterrà opportuno andare in fondo alla questione, sono quelli della Karibù e Paolo Casadei. I primi clamorosamente tirati dentro da Campoli, il secondo addirittura accusato di razzismo spicciolo. La verità, di solito, sta nel mezzo, anche se in questo caso nel mezzo sembrano esserci una cinquantina di ‘povericristi’ messi al centro di una storia sicuramente più grande di loro, in cui qualcuno sicuramente ci ha speculato. E questa, purtroppo, non è una favola.




