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TUTTO È PARTITO DA UN’INTERROGAZIONE

Giovedì 14 Luglio 2011 07:51

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casadeidi Simone Di Giulio

Una tempesta a ciel sereno. Il caso dei rifugiati politici libici scoperti in un casolare tra Sezze e Bassiano rischia davvero di avere conseguenze gravissime nei confronti delle strutture adibite all’accoglienza dei profughi.

E a sollevare per primo la questione è stato proprio un setino, il consigliere di opposizione Paolo Casadei, che due giorni prima che il caso venisse clamorosamente alla luce aveva protocollato un’interrogazione da sottoporre al sindaco Campoli e all’assessore ai Servizi Sociali Umberto Marchionne sulla questione della gestione dei rifugiati politici. L’interrogazione sarà discussa nel prossimo question time del 18 luglio e nella propria richiesta (a risposta scritta) Casadei chiede di sapere quale sia il numero delle strutture esistenti sul territorio del Comune di Sezze e di conoscere chi siano i rappresentanti legali di ciascuna di esse, ovvero di conoscere i nomi degli amministratori, dei soci e dei presidenti di cooperative. Casadei nello specifico chiede inoltre di sapere quale sia il numero dei rifugiati accolti ed assistiti da ogni struttura e di conoscere il costo unitario che per ogni singolo rifugiato viene rimborsato ai soggetti che operano in questo settore, così come i costi complessivi sopportati dall'ente comunale e dagli altri soggetti pubblici che concorrono alla loro sussistenza. Nella dettagliata interrogazione l'esponente del Nuovo Polo chiede, inoltre, di rendere copia dei verbali di verifica del numero dei residenti nelle strutture adibite alla loro accoglienza e di avere notizie dettagliate delle prestazioni erogate, attraverso i verbali redatti all'atto dei controlli. Le richieste del consigliere Casadei si estendono anche alla conoscenza e alla consegna dei verbali attraverso i quali gli enti che avrebbero autorizzato l'accoglienza dei profughi abbiano verificato le condizioni igienico sanitarie delle strutture e la presenza dei certificati di agibilità ed idoneità, così come richiesto dalla norma. Tra le parti interessate alle informazioni chieste da Casadei c’è la cooperativa Karibù, operante sul territorio di Sezze e Roccagorga, da anni impegnata nell’accoglienza ai richiedenti asilo politico. Contestualmente all’interrogazione di Paolo Casadei sono arrivate le dimissioni del vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali Umberto Marchionne. Ufficialmente la decisione di lasciare la giunta non riguarda il caso dei libici scoperti a Bassiano, ma è dovuta ad un incarico ricevuto da Aldo Forte presso l’assessorato regionale ai Servizi Sociali e alla Famiglia. Resta, quindi, nelle mani di Campoli la patata bollente dei rifugiati e delle risposte da dare all’interrogante nel corso del question time che si svolgerà il prossimo 18 luglio. Obiettivo dichiarato di Casadei è ottenere una motivazione plausibile al fatto che il territorio di Sezze negli ultimi anni sembra avere scoperto una vocazione all'accoglienza orientata da scelte politiche mai discusse in sede pubblica.