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NESSUNA SPECULAZIONE, MA IL GOVERNO TRABALLA
Giovedì 16 Giugno 2011 15:32
Certo che non era un referendum politico... Sicuro che portare il 57% dell’elettorato italiano alle urne non è un dato rilevante ai fini della stabilità del governo... Altrettanto certo che la catastrofe di Fukushima ha esasperato la paura del ritorno al nucleare... Tutte cose vere, per carità.
Resta però il fatto che per il centrodestra al governo si è trattato di un’altra sberla (come ha amaramente constatato il ministro Calderoli), che segue di un paio di settimane quella presa nella tornata elettorale per alcuni Comuni di scarsa importanza come Milano, Napoli, Cagliari e Arcore! A destra ci hanno provato a sminuire il risultato che si andava delineando. Prima, dopo e... durante, con il presidente del consiglio che (dopo la spiegazione del quadro del Parnasso di Andrea Appiani che ha fatto vergognare anche Netanyahu) aveva addirittura anticipato i risultati del referendum dicendo addio al ritorno al nucleare, oppure il ministro dell’Interno Maroni che aveva confuso ora legale e ora solare parlando di quorum raggiunto nonostante le urne non fossero ancora chiuse (gravissimo, se l’avesse fatto Fini avrebbero chiesto l’immediata crocifissione davanti a Palazzo Madama). Prima di quel momento Berlusconi stesso aveva confermato che non sarebbe andato a votare (senza nemmeno appellarsi al legittimo impedimento, che da lì a qualche ora sarebbe diventato un triste ricordo). L’appello del Premier, però, non è stato dei migliori, con noti esponenti del suo partito in fila ai seggi (insieme ad altri 27 milioni di italiani) per esprimere il loro sacrosanto diritto ad abrogare quattro leggi evidentemente più importanti rispetto ai suoi problemi. Insomma la sconfitta c’è stata e adesso il bilancio va tracciato, perché se si guarda con preoccupazione alla verifica del 22 giugno e al solito raduno della Lega a Pontida evidentemente qualcosa si è rotto e stavolta probabilmente non ci saranno Scilipoti o altre stampelle ad aiutare un governo sfiduciato e rassegnato. Se poi a questo si dovesse aggiungere una chiara e netta posizione del Presidente Napolitano, allora la situazione diventerebbe più chiara sia agli esponenti del governo sia ai loro ormai sparuti sostenitori ad oltranza, che non smettono di giustificarne le scelte.




