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IL WEB VERO MOTORE DELL’INVITO AL VOTO
Mercoledì 08 Giugno 2011 15:36
Corre soprattutto sul web la campagna per i quattro quesiti referendari sui quali gli italiani saranno chiamati ad esprimersi il 12 e 13 giugno. L'ondata di entusiasmo che ha animato il web durante il voto amministrativo si sta replicando in vista di questo nuovo appuntamento con le urne.
A dispetto di una promozione televisiva che definire inadeguata è riduttivo (basti pensare che l'Agcom ha dovuto imporre alla Rai la diffusione dei messaggi autogestiti su tutte e tre le reti e chiederne la collocazione nella fascia oraria di maggiore ascolto), è la Rete a compensare i vuoti informativi, animando la discussione. Da Facebook a YouTube, dai siti ad hoc alle testate giornalistiche online, Internet è un pozzo di trovate creative e provocatorie. A dominare la scena è il solito Facebook, dove le iniziative sono già numerose e probabilmente si intensificheranno nei prossimi giorni. Tantissimi i gruppi, le fan page e gli eventi a sostegno dei referendum creati da organizzazioni e movimenti come 'BattiQuorum', che ha come obiettivo quello di portare al voto 25 milioni di persone.
'Valigia blu' punta invece a combattere la disinformazione che soffoca il dibattito nelle reti televisive, invitando gli utenti a sottoscrivere una lettera di protesta indirizzata a Rai e Mediaset. Non poteva mancare all'appello, poi, un movimento nato 'dal basso' come il Popolo Viola, che anche in questo caso non fa mancare il proprio supporto. Tra gli iscritti c'è anche chi ha scelto di contribuire, sostituendo la propria foto su profilo con una delle tante immaginimanifesto in favore del voto o del Sì. Di tono più ironico la propaganda su Youtube. Tra i video virali più cliccati e condivisi c'è senza dubbio quello in cui un gigantesco domino umano termina con una scheda che cade in un'urna, con evidente allusione all'effetto domino che si spera di innescare. Ma la video-promozione sceglie anche altri canali: non solo Youtube, ma anche siti dedicati come ipazzisietevoi.org, una provocazione firmata Greenpeace, una sorta di Grande Fratello, in cui quattro ragazzi vivono in un rifugio in seguito alla virtuale esplosione di una centrale nucleare, senza cibi freschi e con Internet come unico mezzo di comunicazione con l'esterno, in versione referendum. Iovoto.eu offre invece una raccolta di filmati con tanto di dichiarazione di voto che vedono protagonisti attori e artisti di vario genere (come Elio Germano, Paolo Virzì, Caterina Guzzanti). Molteplici, infine, i siti ad hoc e i blog che hanno sposato la causa referendaria: da www.acquabenecomune.org, Forum italiano dei movimenti per l'Acqua Pubblica, a www.fermiamoilnucleare. it, Comitato nazionale per fermare il nucleare; dagli appelli online di www.sireferendum2011.it a Beppe Grillo e al suo blog (www.beppegrillo.it); dalla mobilitazione di Libertà e Giustizia (www.libertaegiustizia.it) a quella del WWF (www.wwf.it). Del tutto inesistente, invece, la campagna per il No, per l'ovvia ragione per cui l'astensionismo è equiparato ad un'espressione contraria all'abrogazione della legge oggetto di quesito, secondo la regola del silenzio-assenso. Non ci resta che vedere se gli internauti ce la faranno a 'boicottare il boicottaggio' e a scongiurare il pericolo di un mancato raggiungimento del quorum. Certamente portare alle urne il 50% più uno degli aventi diritto al voto è un progetto molto ambizioso e di difficile realizzazione, ma a volte i miracoli accadono. Soprattutto dopo queste amministrative.




