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ANTONIO VITELLI E SERAFINO DI PALMA: “E’ IL MOMENTO DI MANDARE VIA LA DONDI”
Giovedì 28 Aprile 2011 12:37
"E' arrivato il momento di mettere la parola fine al rapporto tra Comune e società concessionaria del servizio idrico". Non usano giri di parole l consigliere di minoranza Antonio Vitelli e Serafino Di Palma, che intervengono sulla questione relativa ai canoni di depurazione e suggeriscono al Comune di approfittare della situazione e sciogliere la convenzione con la società di Rovigo.
In una nota i due consiglieri entrano nel merito: "Con la sentenza n. 8318 del 14 aprile 2011 la Corte di Cassazione ha ristabilito il principio della corrispettività tra canone di depurazione, quota dovuta in bolletta e servizio effettivamente erogato. La sentenza interviene nuovamente sulla tematica del servizio di depurazione, che in moltissime realtà nazionali è inesistente, del tutto o in parte, con depuratori mal funzionanti o inadeguati rispetto alle utenze servite. Ciò da sempre si è tradotto in conseguenze negative dal punto di vista ambientale, inquinando terreni e falde acquifere, a cui si è aggiunta la beffa dell'esborso di un canone di depurazione, per un servizio ovviamente non erogato. Già la Corte Costituzionale, con la sentenza n.335 del 2008, aveva stabilito lo stesso principio, che tuttavia era stato soccombente rispetto alla legge n.13 del 2009, approvata in modo bipartisan in parlamento, dove veniva ristabilita la legittimità del canone di depurazione anche quando il servizio non era erogato, se veniva dimostrata l'intenzione della concessionaria di voler realizzare gli impianti mediante progetti ed elaborati tecnici presentati all'ente concedente. Così, per non gravare sulle tasche dei contribuenti vessati, decidemmo di non procedere ad alcun ricorso, il cui esito era stato pre-definito, con la legge n.13 del 2009, più attenta a salvaguardare le situazioni finanziarie delle diverse concessionarie che i diritti dei cittadini". Secondo i consiglieri adesso il dado è tratto: "La questione ha una rilevanza di portata enorme sulla fine del rapporto tra il Comune e la Dondi. A parte i 12 milioni di euro chiesti dalla concessionaria all'ente, di cui l'80% sono rappresentati da mancati guadagni, già negati per interno dall'altro Lodo, ogni eventuale buonuscita su cui si sta ragionando nella cessione del servizio idrico ad altri operatori dovrà tener conto di questa mole di rimborsi che la Dondi dovrà erogare agli utenti setini, senza se e senza ma, insieme alle penalità applicate per oltre 1 milione di euro, le inadempienza contrattuali per circa un altro milione, le somme dovute alla regione Lazio, pari quasi a 3 milioni di euro, per un totale che oscilla intorno ai 6/7 milioni di euro. La parola fine al rapporto con la Dondi - conclude la nota di Vitelli e Di Palma - sembra oramai inevitabile, ma alla luce della sentenza n. 8318 del 14 aprile 2011 dovrà essere accompagnata anche dall'ottemperanze della stessa, che non dovrà essere decisa da alcun lodo, ma sarà immediatamente esecutiva, nella speranza di veder andare via a gambe levate la società di Rovigo, chiudendo così una pagina piena di dissapori, disservizi e polemiche, della storia amministrativa degli ultimi 20 anni di Sezze".




