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BATTAGLIA PER IL DEPURATORE MOBILE
Giovedì 22 Luglio 2010 13:17
Alessandro Mattei
“La situazione di inadeguatezza depurativa in cui versa l’impianto di località Casali può essere tamponata dal depuratore mobile”. Lo sostiene Paolo Di Capua, portavoce del comitato difesa acqua pubblica che da diverso tempo ha chiesto all’Ato/4 e alla concessionaria del servizio idrico setino Dondi l’istallazione, appunto, di un depuratore mobile per altre cinquemila utenze.
“Solo così – afferma Di Capua – sarà possibile stabilire un equilibrio tra quantità di acque reflue in entrata e quelle ‘trattate’ in uscita dai depuratori”. Il portavoce del Comitato ricorda quanto sia già stata accertata dalle autorità preposte l’insufficienza del sistema depurativo, “una situazione che ha prodotto e produce un inquinamento ambientale e ha dato il via all’accertamento dell’autorità giudiziaria per le quantità delle acque reflue immesse nel torrente Brivolco per mezzo di un sistema di by-pass”. In aggiunta i cittadini-utenti continuano a pagare un servizio “per inquinare” e non per depurare. “Le potenzialità depurative dell’impianto – ricorda Paolo Di Capua – erano già note e forse già certificate dal 1999 in 4500 abitanti-equivalenti, mentre realmente confluivano nell’impianto tramite il sistema fognario acque nere per 10 mila abitanti”. Recentemente la proposta di Di Capua è stata sposata dal consigliere e segretario comunale del Popolo della Libertà Rinaldo Ceccano, che l’ha inserita in una mozione ad hoc. Prima di lui però il silenzio, l’indifferenza per una soluzione che si ritiene valida. “L’indifferenza del consiglio comunale di Sezze – conclude amaramente Di Capua – fa supporre al comitato che la classe politica setina ha frainteso mobile per automobile, per caricare così un ulteriore spesa le vuote casse comunali impegnate per l’ennesima edizione dell’iniziativa sulla sicurezza stradale”.




