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LA CRISI IDRICA E L’ORDINANZA BEFFA

Giovedì 22 Luglio 2010 13:09

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Sezze_Scalo

Alessandro Mattei

Giornate intere senza acqua. Tubi che ronzano. Ripetute segnalazioni di gravi disfunzioni idriche. A Sezze questo stato di cose ormai è ordinaria amministrazione durante il periodo estivo. Anche per questo anno, con l’arrivo del primo caldo, infatti, l’acqua nelle numerose abitazioni di pianura e di periferia è stata un miraggio, un privilegio che non tutti possono permettersi.

 

La cosa peggiore è che la crisi idrica si sviluppa nelle ore critiche della giornata, proprio quando l’acqua diventa un bisogno primario. Numerose famiglie, invano, hanno contattato il numero di emergenza 348-2741620. I problemi delle rete idrica comunali sono troppi e datati e interventi sporadici servono a poco. La prima vera crisi idrica in città è avvenuta la scorsa settimana e ha investito molte zone di pianura e di periferia. A Sezze Scalo, a risentirne di più, via Sicilia, via Veneto, Via Macerata e via Bologna. A Sezze molte zone del centro e tantissime della conca di Suso. Le famiglie colpite dalla penuria idrica hanno dovuto arrangiarsi con taniche e bottiglie di prima necessità. C’è anche chi ha preferito anticipare le vacanze e partire per le ferie e chi, invece, è dovuto restare al chiodo, al secco e aspettare l’arrivo in tarda nottata di un filo di acqua. Ancora una volta, purtroppo, la politica non è intervenuta e come ogni anno si è limitata a cambiare data all’ordinanza sindacale che invita il cittadino che ha più acqua a non utilizzarla per usi diversi da quello stabilito nel relativo contratto di fornitura. Per tutta risposta, insomma, chi non ha acqua nelle abitazioni e vuole prelevarla dalle fontane pubbliche non può farlo in quanto passibile di una sanzione da 160,00 a 500,00 euro. «E fatto divieto - leggiamo nell’ordinanza - anche prelevare acqua da fontane pubbliche per usi non diretti ed immediati, per riempire cisterne o botti, per rifornire locali privati mediante l’utilizzo di tubi di gomma ecc». Firmata dal sindaco di Sezze Andrea Campoli, oltre ad essere tardiva e poco risolutiva, per certi versi va a discapito di chi l’acqua non ce l’ha, dato che sull’applicazione delle ammende a seguito dei relativi controlli non c’è molta fiducia. Dall’ordinanza, infatti, il controllo sul rispetto dell’ordinanza spetterebbe ai Tecnici incaricati dal Gestore del Servizio Idrico Integrato, che si potrebbero avvalere, eventualmente, del supporto operativo degli organi di polizia. A tal proposito a molti sembra alquanto strano che una concessionaria idrica intervenga laddove si consumi acqua dato che proprio sui consumi c’è il guadagno. Per non parlare degli organi di polizia. A Sezze il corpo della Polizia Locale è costituito da otto agenti, sette dei quali ormai oberati di lavoro per la vicenda degli autovelox sulla SR 156. Nello stesso provvedimento non si fa cenno delle disfunzioni causate dall’inefficienza degli impianti presenti sul territorio ma si dà colpa al caldo. «Durante la stagione estiva si verifica un incremento dei consumi idrici, notevolmente superiore alle potenzialità delle sorgenti, anche a causa del costante aumento del flusso turistico nel territorio comunale. Quest’anno, inoltre, si è registrato un anomalo ed improvviso aumento delle temperature». Forse, allora, la situazione è davvero sfuggita di mano. O, a molti, interessa ben poco delle condizioni in cui molte famiglie sono costrette a vivere durante l’estate a Sezze.