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SAGRA DEL CARCIOFO, LO SFOGO DI ROMANO
Giovedì 17 Marzo 2011 10:19
Nel tentativo di fare chiarezza, e dare un contributo alla comunità setina senza voler polemizzare con nessuno, ritengo importante spendere ancora due parole sulla sagra del carciofo.
Questa volta partendo dalla proposta del consigliere comunale Roberto Reginaldi che chiede di estendere a tre giorni la durata della manifestazione, tirando in ballo la questione delle 'associazioni che battono cassa'. Pessima espressine, specchio dell'attuale situazione di degrado in cui ci troviamo e che dovrebbe far preoccupare amministratori e cittadini. A meno di un mese dall'annuale appuntamento con la più importante vetrina promozionale del nostro paese, giunta alla sua 42a edizione, quello che a mio parere è da modificare, se proprio vogliamo migliorare l'evento, non è certo la sua durata o una maggiore presenza delle associazioni. Infatti devo ricordare a tutti che nel 2007, nel 2008 e nel 2009, periodo che è coinciso con gli anni in cui ha funzionato la Consulta delle Associazioni da me presieduta, le attività legate alla sagra iniziavano il giovedì e proseguivano per tutto il weekend con appuntamenti culturali ed enogastronomici a cui le associazioni di volontariato hanno dato un importante apporto. Per avere un'idea di quanto è stato realizzato dai volontari nelle edizioni 38 - 39 e 40 basta collegarsi in internet a questo sito www.setino.it e visitare le pagine 'Aspettando la sagra'. Si trovano foto, filmati e descrizioni delle attività realizzate. Documenti, non battute gratuite. Nello stesso spazio, oltre a seguire e a documentare quasi tutte le iniziative presentate in quei giorni, ho sostenuto che la gestione della sagra andava ammodernata e condivisa con le diverse realtà del territorio. Ma tutte le mie proposte si sono infrante sull'incomprensibile ostinazione dell'ente comunale che ha preferito mantenere metodi e modi di procedere obsoleti. Di fatto abbandonando l'idea di voler condividere con le associazioni di volontariato la gestione di eventi importanti, così come riportato nel Regolamento Comunale della Consulta. Documento in cui il ruolo delle associazioni è tutt'altra cosa da quello descritto nella battuta di Reginaldi. In quel documento, per esempio, il sindaco è tenuto ad ascoltare le proposte che arrivano dalla Consulta, e le associazioni svolgono un importante compito sociale. L'assurdo che voglio ribadire è che l'ente non può pensare, dopo aver preso tutte le decisioni in una determina di poche righe, di rivolgersi alle associazioni, che attualmente non hanno neppure un punto di riferimento come accadeva due anni fa, chiedendo la partecipazione e la condivisione su un progetto che, come ho già definito lo scorso anno, si organizza sostanzialmente attraverso un sistema autocratico. Così le cose forse funzionavano cinquant'anni fa. Oggi occorre con urgenza una gestione moderna, che prevede la progettazione degli eventi con largo anticipo, e che si basa sul coinvolgimento di tutte le realtà del territorio con cui condividere i vari momenti pubblici. Gli obiettivi, come si è capito, sono molteplici e non riguardano solo la realizzazione di una fiera, ma attorno a loro gira l'intera vita della nostra comunità, fatta di storia, di tradizioni e di quotidianità.



