- Errore
ENNESIMA SCONFITTA DELLA CITTÀ
Giovedì 03 Marzo 2011 11:22
La sconfitta è di tutti. Inutile nascondere la mano. Perché se adesso, a distanza di 18 anni dalla firma della convenzione, si è arrivati a questa situazione la causa va ricercata nel tipo di rapporto tra concessionaria, amministrazioni locali che si sono succedute nei 18 anni in Piazza De Magistris, cittadini che si sono lamentati e che poi non hanno quasi mai dato seguito alle loro rimostranze e comitati vari, che hanno preso a cuore alcune questioni e che poi si sono dovuti arrendere davanti all’inevitabile.
La sconfitta è di tutti, nessuno escluso, e i numeri parlano da soli. Al primo segnale di incrinamento nei rapporti tra concessionaria ed ente comunale si è arrivati alla rottura. La giunta Zarra ha deciso di ricorrere al Lodo, e meno male a questo punto. La Dondi ha portato incartamenti vari e ha motivato le sue richieste per gli anni di servizio in questione. Il Comune ha basato la sua difesa su scarse motivazioni, arrivando perfino a dimenticare due fatture già pagate. Il risultato del Lodo, alla fine, è stato meno grave del previsto. Ma qualcosa si era comunque rotto. Dal Palazzo sono arrivate le prime prese di posizione decise da parte della maggioranza e dell’opposizione. Qualcuno ha anche ipotizzato una class action nei confronti della ditta di Rovigo. Tanti i nodi, dalla depurazione alle tariffe, passando per i lavori non realizzati, o parzialmente realizzati, fino ad arrivare a forme di atteggiamenti ostruzionistici, ad una commissione di controllo mai realizzata e a tante altre incongruenze che l’attuale giunta aveva riscontrato tra ente e concessionaria. Posizioni anche dure erano state assunte da alcuni consiglieri comunali (Vitelli-Di Palma prima, Giorgi poi), che mettevano in dubbio la validità stessa della convenzione del 1993, tentati (magari) di affidare il servizio alla Servizi Pubblici Locali, oppure tentare la strada dell’affidamento ad Acqualatina. Tentativi andati miseramente a vuoto, considerati gli ultimi sviluppi. La class action non è più partita e la depurazione resta un autentico buco nero. Come se non bastasse il Consiglio di Stato ha accettato le tariffe applicate dalla Dondi e la stessa società ha fatto sapere che farà causa al Comune per la situazione relativa agli anni rimasti fuori dal Lodo. Altri 11 milioni di buoni motivi per tenersi buona una società che in più occasioni ha dato l’impressione di tenere sulla brace i nostri amministratori e che per l’ennesima volta ha dimostrato di saper vincere.




