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SAN CARLO, BOCCHE CUCITE SUL FUTURO

Giovedì 17 Febbraio 2011 11:16

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sezzeospedaleSimone Di Giulio

Visita ufficiale lo scorso 14 febbraio del direttore generale e del direttore sanitario della Asl di Latina all'ospedale "San Carlo" di Sezze.

Presenti alla visita all'interno del nosocomio setino di Renato Sponzilli e di Carmine Cosentino illustri esponenti politici, che hanno cercato di capire quale futuro attende la struttura ospedaliera setina, da qualche mese al centro dell'attenzione, insieme a quella di Gaeta, dopo la decisione di tagli da parte della governatrice del Lazio Renata Polverini: con i due dirigenti della Asl c'erano il consigliere regionale Giovanni Di Giorgi, il sindaco di Sezze Andrea Campoli, il vicesindaco Umberto Marchionne, il nuovo primario del reparto di Geriatria, il consigliere provinciale e comunale Enzo Polidoro, il primario di Medicina e responsabile del presidio Arcangelo Maietta e il direttore di distretto Luigi Ardia. Un rapido giro dell'ospedale, un breve vertice tra i partecipanti, ma nessuna dichiarazione al termine della giornata. Sul piatto della trattativa l'azzeramento dei posti letto per acuti dei presidi ospedalieri di Gaeta e Sezze a partire dal prossimo 1 giugno, procedura stabilita dal commissario ad acta Renata Polverini che difficilmente potrà essere evitata. Unica soluzione percorribile per evitare il clamoroso declassamento, considerata la proposta avanzata dalla precedente direzione della Asl di Latina, quella di una trasformazione in ospedale distrettuale, con ambulatori gestiti da medici specialisti e medici di famiglia. Insomma è ancora in altro mare la situazione del "San Carlo", anche se a rassicurare i cittadini potrebbe esserci una nota della previsione aziendale del 2010 che sulla struttura di via S.Bartolomeo auspicava di mantenere una Geriatria ospedaliera ad orientamento riabilitativo e di assicuravi il coordinamento clinico della degenza infermieristica con almeno un dirigente medico di azienda. Quello che finora, invece, è accaduto, nonostante clamorose polemiche e prese di posizione univoche sull'argomento spinoso, non lascia presagire nulla di buono. A mettere allarme sulla situazione c'è anche la notizia che numerosi pazienti, giunti negli sportelli della struttura di via San Bartolomeo per prenotare visite specialistiche, avrebbero appreso da medici e infermieri che proprio alla fine di maggio l'ospedale chiuderà i battenti. Il diniego delle prenotazioni per le visite specialistiche potrebbe dimostrare che a chiudere i battenti non saranno solo i diversi reparti, ma anche gli ambulatori specialistici. L'unico servizio che potrebbe rimanere attivo è il Pronto Soccorso, trasformato in punto di primo intervento.