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ALTRO CHE TREGUA, PD ALLO SBANDO

Giovedì 03 Febbraio 2011 12:14

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sezzepoliticadi Simone Di Giulio

E meno male che la tempesta sembrava finita dopo l'addio e il ripensamento di Campoli dello scorso dicembre. La decisione del sindaco di abbandonare la nave ormai in preda a correnti devastanti è stato un campanello d'allarme che ben pochi all'interno del Partito Democratico di Sezze hanno colto.

Passata la paura, con il pellegrinaggio dal sindaco per non chiudere baracca e burattini, il primo cittadino ha deciso di rimettersi a capo della coalizione che meno di quattro anni fa gli regalò una prestigiosa vittoria al primo turno contro un centrodestra che faceva ridere i polli. Ma? E' bastato un mese, nel quale si è cercato di recuperare quello perso durante l'esilio volontario di Campoli, per tornare alle vecchie abitudini e per togliere quel fazzoletto di seta messo ad hoc sopra l'immondizia accumulata in tre anni e mezzo di legislatura. Teatro dell'ennesima rottura tra le anime del Partito Democratico di Sezze nientemeno che l'elezione del segretario comunale. Difficilmente si sarebbe andati incontro alla decisione di non confermare Salvatore La Penna, anche se sul capo del trentunenne cresciuto a pane e Grottino pesava come un macigno l'affaire Campoli e l'incapacità di aver unito una coalizione che sembrava indistruttibile e che contava (e conta) su numeri quasi da regime totalitario in consiglio comunale. Ma il solito modus operandi della sinistra setina ha fatto sì che anche una semplice formalità diventasse un problema. A scatenarlo il solito atteggiamento di una corrente, quella dei vecchi Democratici di Sinistra, per intenderci, nei confronti dell'ala moderata del partito, che comprende gli ex La Margherita Giovanni Zepperi (presidente del consiglio comunale), Sergio Di Raimo (assessore alle Attività Produttive), Paolo Rizzo (consigliere comunale) e Giovanni Bernasconi (consigliere surrogo di Eramo che giustamente non ha gradito essere tenuto ai box per tre anni). Inutili gli appelli lanciati nei mesi scorsi a Campoli. Il primo cittadino, dopo l'alzata di testa che, evidentemente, non era strettamente collegata alle mere questioni di equilibri politici, ha fatto orecchie da mercante, anteponendo gli interessi del gruppo del Grottino a quelli di chi, comunque, la baracca in questi anni ha cercato di tenerla in piedi. Il risultato? La corrente ex Ds si guarda intorno e mira ad aggregare (sotto la direzione di La Penna) forze centriste (Udc, Italia di Mezzo, Partito della Nazione e altri soggetti vari), mentre gli ex La Margherita in più occasioni hanno chiesto (e mai ottenuto) riconoscimenti verso altre forze politiche dalle quali è nata la mega-coalizione che ha portato alla vittoria. Quindi non sorprende il netto rifiuto di Zeppieri, Di Raimo, Rizzo e Bernasconi di assecondare i voleri del gruppo dirigenziale setino. Da qui si arriva al voto per la conferma di La Penna. Sui 51 aventi diritto il segretario, a meno di un anno dalla sua elezione, ne prende 29, con ben 22 astenuti. Se non è crisi questa… Altrettanto inutili le dichiarazioni di rito del confermato segretario, che in una nota ha scritto: "Il partito è ricco di potenzialità e di risorse, con tanti militanti, iscritti e simpatizzanti, radicato nel tessuto sociale della nostra città e con una classe dirigente che ha saputo tenere insieme rinnovamento ed esperienza e che ad ogni livello, dal locale al nazionale, sa farsi valere per le sue competenze e capacità, ma anche per l'onestà e la sobrietà dei comportamenti. In quest'anno vi sono stati momenti molto positivi e di unità, altri di dialettica e divisione, giornate partecipate di festa e di collaborazione e fasi politiche delicate come quella recente che ha fatto seguito alla temporanee dimissioni del sindaco. In quest'ultimo anno il PD ha ottenuto un più che buono risultato elettorale alle scorse regionali, è stato presente ed in prima linea nella battaglia a difesa dell'ospedale sia nelle manifestazioni pubbliche che nei vari livelli istituzionali, si è confrontato nei congressi provinciali e locali, ha saputo reggere l'urto di possibili divisioni e contraddizioni, è uscito tutto sommato rafforzato politicamente da una fase importante di verifica amministrativa in cui ha confermato il suo ruolo di motore ed anima della maggioranza di governo. Ma proprio di fronte a tale importante responsabilità è necessario fare meglio. Lo sforzo a far sì che il partito diventi sempre di più la sede della elaborazione e della scelta delle linee d'indirizzo dell'attività amministrativa deve trovare ancora maggiore slancio, così come va perfezionato e reso più produttivo il rapporto fra partito ed amministratori. Abbiamo più volte sottolineato e ricordato i meriti di questa amministrazione, i tanti risultati raggiunti. Abbiamo spesso rimarcato come fra tali risultati uno dei più significativi sia la ricucitura di un tessuto sociale frantumato e disgregato, il rafforzamento del senso di comunità, basato sulla solidarietà reciproco". Roba già sentita, secondo i più, oltretutto dalla bocca dello stesso segretario, che meno di un anno fa diceva le stesse cose, poi, evidentemente, smentite dai fatti.