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COSA ACCADE ADESSO?
Mercoledì 08 Dicembre 2010 13:21
di Simone Di Giulio
Fine della pazienza o lucida decisione per ottenere qualcosa di diverso e togliersi la zavorra rappresentata da alcuni? E' questa la domanda che si pongono tanti cittadini di Sezze, rimasti stupefatti dalla decisione del primo cittadino di dimettersi in uno dei momenti (almeno a guardarlo da una certa prospettiva) migliori dei suoi tre anni e mezzo di governo.
Proprio nel momento in cui tutto sembrava tornato alla normalità dopo i tentennamenti di inizio mandato (lodo Dondi, situazione politica frammentata, autovelox, piano regolatore che non decollava, depuratore, situazione SPL, ospedale), con un bilancio senza debiti e con parte della minoranza che aveva deciso di iniziare a sostenerlo su alcune battaglie, è arrivata la doccia fredda con le dimissioni protocollate martedì scorso. Un'analisi più approfondita, però, rivela la seconda faccia della medaglia. Secondo alcuni proprio l'avvicinamento di parte della minoranza, lontana anni luce dalle idee fondanti dei rappresentanti del PdL setino, avrebbe fatto prendere a Campoli una decisione così radicale. Perché se da una parte il consiglio lo sostiene quasi all'unanimità, dall'altra i problemi per il primo cittadino sono tutti interni alla sua maggioranza. Sopportato con fatica il sostegno alla Polverini nelle scorse regionali da parte dei centristi setini e sopportato il ruolo di Polidoro (con Cusani in Provincia, con Campoli in Comune), il sindaco paga lo scotto di un'ala del Partito Democratico visibilmente delusa da come stanno andando le cose. Le alzate di testa di Zeppieri hanno, evidentemente, rotto qualcosa già estremamente fragile e la decisione del sindaco potrebbe essere stata quella di mettere in piedi un atto di forza proprio per ristabilire l'ordine gerarchico all'interno della sua maggioranza. A questo vanno aggiunte alcune situazioni ancora irrisolte, soprattutto quella della SPL e dei concorsi indetti dal Comune. Campoli potrebbe aver deciso di operare questa scelta drastica proprio per rimescolare le carte in tavola e per cercare di ricostruire, laddove possibile, la sua maggioranza, con nuovi equilibri e con pugno fermo. Così potrebbero giustificarsi le dimissioni improvvise, come un segnale lanciato ai suoi alleati. Qualcosa del tipo: "La situazione è questa, voi da che parte state?". A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, e in questo caso sono molti a credere alle parole pronunciate qualche anno fa da Giulio Andreotti. Di certo la decisione ha avuto (e sicuramente avrà) una portata devastante nel panorama politico setino. Pochi, invece, credono che la decisione di Campoli sia frutto di un ragionamento che lo ha portato a dare per conclusa la sua esperienza da sindaco per cause di forza maggiore, anche se il tono della missiva protocollata sembra far percepire un addio del primo cittadino, non un arrivederci tra venti giorni. Resta il fatto che le prossime settimane saranno determinanti, o in un senso o nell'altro, per capire quale sia il futuro di questa amministrazione e se il fuoco sollevato sia soltanto un tentativo (valido o meno non sta a noi dirlo) di rimpasto di un governo che, seppur supportato da numeri e cifre, raramente ha visto realizzati i suoi progetti per lo sviluppo della città.



