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“EX MONTE AMIATA? COLPA DI ZARRA”

Giovedì 02 Dicembre 2010 09:33

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monteamiata2di Simone Di Giulio

All'indomani del consiglio comunale, in cui il delicato tema non è stato affrontato per il protrarsi del dibattito sul Bilancio, il consigliere del centrodestra setino, Antonio Vitelli, ricostruisce l'intera vicenda della ex Monte Amiata, con atti e documenti pubblici, cercando di dare un quadro chiaro della questione:

"Questa - spiega il consigliere di minoranza - rappresenta l'ennesima occasione persa dalla nostra città, le cui responsabilità politiche e amministrative sono chiare ed evidenti. Siddera e la sua giunta (di cui ero assessore al Bilancio), con delibera n.93 del 2002, presentarono un progetto importante per tutto il comparto agricolo setino, sul sito denominato Monte Amiata: una centrale ortofrutticola all'interno dell'intera struttura produttiva. Iscrivemmo l'opera pubblica nel piano triennale per una somma di 9 miliardi di lire, partirono le richieste di finanziamento e cominciarono gli espropri per l'area interessata nei confronti degli occupanti. vitelliPoi - prosegue il consigliere - le elezioni del 2003 sancirono la vittoria di Zarra e di una nuova coalizione che poteva contare sull'appoggio di 16 consiglieri su 21 e che, non condividendo quel progetto, semplicemente e legittimamente lo cancellò. Cosi dal giugno del 2003 al febbraio 2006 si sono succeduti 62 consigli comunali (di cui 1/3 andati deserti) dove si sono discusse 249 delibere, 159 giunte e 17 assessori hanno invece approvato 638 deliberazioni. Quindi i quasi 900 atti ufficiali di entrambi gli organi politici e amministrativi mai e poi mai hanno interessato la questione del Monte Amiata che, viceversa, venne cancellata immediatamente (delibera di giunta n.216 del 15 novembre 2003) dal piano triennale delle opere pubbliche". Da qui la storia prende una piega decisamente diversa. Spiega ancora Antonio Vitelli: "Quando l'Arsial scrisse sulla volontà di voler cedere la gestione del sito al Comune il Direttore Generale nominato direttamente dall'allora sindaco Zarra, dott. Caldarozzi, rispose che il Comune di Sezze non aveva nessun interesse sulla proprietà e sulla gestione del sito industriale in questione. Dell'intera vicenda vennero tenuti fuori inspiegabilmente la giunta e il consiglio comunale. Al disinteresse mostrato dall'allora coalizione di governo si aggiunse anche il disinteresse delle minoranze di centrosinistra rappresentate in consiglio (Di Raimo, Truini, Santia, Giorgi e Ceccano) che, nello stesso periodo, presentarono oltre 150 interrogazioni, nessuna delle quali riguardò il sito industriale del Monte Amiata. La vicenda di interesse pubblico finisce lì". Questa, dunque, la posizione di Vitelli sull'argomento, nata dopo aver analizzato documenti ufficiali e scovato i responsabili dell'affare che sembra essere arrivato al capolinea: "Cacciare un imprenditore privato che oggi, in base a validi titoli giuridici, esercita la propria attività dando lavoro a decine e decine di operatori del settore, è un ragionamento illiberale che, per quello che mi riguarda, mette la parola fine all'intera vicenda."