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GRENGA CRITICO SUI TAGLI ALLE SCUOLE

Mercoledì 17 Novembre 2010 17:26

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scuolapiaggemarine

di Simone Di Giulio

"Un provvedimento scandaloso con cui si va a penalizzare ulteriormente la scuola pubblica. Il governo Berlusconi non fa altro che creare cittadini di serie A e di serie B".

E' questo il duro sfogo di Remo Grenga, assessore alle Politiche Scolastiche, che si è espresso all'indomani della decisione del governo di reinserire in Finanziaria lo stanziamento di 245 milioni di euro per le scuole paritarie (private) che, sommati agli altri 250 milioni già stanziati negli emendamenti precedenti, fanno 495 milioni per gli istituti privati. Una cifra ottenuta grazie alla riformulazione del comma 47 del maxiemendamento al disegno di legge di stabilità, con cui di fatto vengono sbloccati 800 milioni di euro utilizzabili per investimenti vari. " T r o v o assurdo - c o n t i n u a Grenga - che le scuole private ricevano dei f i n a n z i a - menti da parte dello Stato, considerando le condizioni in cui versa l'istruzione pubblica. La Gelmini ha espresso grande soddisfazione per il piano approvato, dichiarando che i fondi sulla scuola sono sufficienti; probabilmente al ministro sfugge quanto, invece, è sotto gli occhi di tutti. Le scuole pubbliche sono ridotte all'osso, le strutture sono fatiscenti, i docenti mal retribuiti. Nelle scuole pubbliche accogliamo il 90% della popolazione scolastica; con 495 milioni di euro potremo dotare i diversi istituti scolastici delle risorse necessarie per offrire ai nostri ragazzi un'offerta formativa pubblica migliore e servizi più efficenti. Oggi ci troviamo nella situazione in cui gli alunni sono davvero costretti a portarsi da casa la carta igienica". Grenga ha anche ricordato che l'amministrazione comunale in più occasioni ha denunciato le azioni messe in atto dal governo centrale nell'ambito delle politiche scolastiche. "Quello che mi lascia stupito - ha concluso Grenga - è l'indifferenza spesso mostrata dai politici e amministratori di ogni colore politico di fronte a questa situazione disastrosa per il futuro del nostro Paese. Si sta demolendo pian piano la conoscenza pubblica per lasciare spazio alla privatizzazione. Senza istruzione e, soprattutto, con molti precari cosa ne sarà della nostra Nazione? Siamo tornati indietro, al tempo in cui la scuola era un lusso e l'istruzione era solo per pochi eletti".