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CENTRO STORICO, I DUBBI DI VITTORIO DEL DUCA
Giovedì 28 Ottobre 2010 09:57
di Alessandro Mattei
Persiane in legno, poi in alluminio bianche e verdi. Portoni moderni dentro cornici di marmo antichissime. Facciate ed intonaci pregiati ricoperti di stucchi orientali o rimossi per lasciare vedere il sasso vivo. E poi asfalto e stradine di cemento con i sampietrini incastrati.
Insomma il centro storico di Sezze è un ibrido di stili e ci fa capire quanto poco oculata negli anni sia stata l'attenzione delle amministrazioni comunali nei confronti del recupero e della valorizzazione urbanistica dell'antica città medievale. A prendere seriamente in considerazione quanto sta accadendo anche di recente è il presidente della Coldiretti di Sezze, Vittorio Del Duca, il quale esprime dubbi proprio sulla gestione estetica del centro storico setino. Del Duca parla di vecchi e nuovi obbrobri che di fatto stanno completamente snaturando l'armonia urbanistica della città. Al centro della sua critica l'inosservanza della normativa in materia di decoro urbano e l'assenza da parte dell'Ente comunale a farla rispettare. "E' apprezzabile l'impegno di questa come delle passate amministrazioni comunali per restituire decoro e dignità al centro storico di Sezze, con iniziative importanti come la riqualificazione di Via Grande e quella del Guglietto. Da non molto - afferma Del Duca -è stato anche varato un "piano colore", cioè le regole cui tutti i cittadini devono attenersi per le opere di restauro delle facciate degli edifici del centro storico. C'è tuttavia chi queste regole le evade tranquillamente, cercando di rendere "particolare" un edificio, demolendo intonaci e mettendo a nudo pietre e pietruzze di dubbio valore estetico. Così ai vecchi obbrobri che si incontrano lungo Via Grande se ne aggiungono di nuovi, complice la stessa Amministrazione, che dovrebbe far rispettare le regole e che invece non ha occhi per vedere, o meglio vede la pagliuzza negli occhi di taluni cittadini ma non la trave negli occhi di altri". Del Duca, giusto per fare un esempio, si riferisce ad un antico palazzo padronale di via San Carlo restaurato nel 1870 dalla gentilizia famiglia Boffi che lo abitava, casa natia di un alto prelato, nostro concittadino, il Cardinale Ercole Boffi. Ma di strade e palazzi completamente trasformati ce ne sono tantissimi, verso i quali sono state dedicate attenzioni e cure che non fanno parte della tradizione architettonica e urbanistica della città. Come spiega lo stesso Del Duca. "E' bene ricordare - afferma ancora il presidente della Coldiretti - che nell'antica Sezze tutti gli edifici storici, ecclesiastici o padronali, avevano le facciate rigorosamente rivestite di intonaco, che aveva la duplice funzione sia di protezione dalle intemperie che di nascondere le pietre della muratura. Queste pietre, estratte in loco, venivano poste in opera alla rinfusa, cioè senza alcuna preventiva selezione o lavorazione atta a migliorarne l'estetica. Le case del ceto più umile non erano mai rivestite di intonaco; questo rappresentava un lusso che i poveri non si potevano permettere". Insomma il rischio è che l'immagine di Sezze, sotto il profilo estetico, artistico e storico, "corre il rischio per ingenua emulazione e gratuita ignoranza di vedere i muri delle case "scorticati vivi" alla faccia del tanto declamato piano colore e delle regole che non vengono fatte rispettare!".




