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“GAS E FARMER MARKET DIMENTICATI”

Giovedì 14 Ottobre 2010 10:52

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lucidi

Sermoneta punta sulle mense a chilometri zero per favorire la produzione locale e la genuinità dei prodotti con un occhio di riguardo al contenimento dei costi. Un'idea che verte sugli stessi cardini di una analoga che a Sezze non è riuscita a fare breccia.

A spiegarlo è Lidano Lucidi: "Prendiamo spunto dall'iniziativa del Comune di Sermoneta, Mense a chilometri zero, per rilanciare una nostra vecchia proposta in ambito agricolo: l'istituzione dei farmer market, ovvero mercati in cui i produttori locali possono vendere direttamente al consumatore i propri prodotti. Oltre alla possibilità per i cittadini di risparmiare sul prezzo degli alimenti, si avrebbe anche la certezza della provenienza delle merci. Come Partito Socialista di Sezze, avevamo anche proposto la creazione di Gruppi d'Acquisto Solidale, per fare in modo di aiutare gli agricoltori in difficoltà, soprattutto con la Gerit Equitalia. Dietro garanzia che gli acquisti presso la propria azienda vadano a sanare i debiti pregressi e dietro la certezza della bontà del prodotto si possono concentrare gli acquisti su un'azienda locale in difficoltà economica in modo da aiutarla ad assolvere i propri debiti. Tutto ciò è legale, lecito e di grande impatto sociale, perché è compito di una comunità aiutare famiglie ed imprese in difficoltà. Un gruppo d'acquisto potrebbe essere anche istituito tra gli agricoltori stessi, in modo di abbattere i costi nella fornitura di mezzi tecnici come fertilizzanti, concimi, macchine agricole. Sezze poi potrebbe essere punto di riferimento comprensoriale, coinvolgendo anche le altre realtà limitrofe. Potrebbe essere individuato uno spazio a Sezze Scalo, in modo da essere facilmente raggiungibile anche dalle famiglie non residenti provenienti dai borghi e dai paesi limitrofi. Pensiamo a un mercato settimanale dove comprare prodotti del luogo, di facile ed immediata attuazione e senza bisogno di investimenti faraonici. Andremmo ad intaccare la tendenza secondo la quale molte risorse di Sezze vengono spese fuori, mentre ben poco da fuori entra a Sezze. Lo sviluppo del paese passa per la pianura, che deve essere vista come un'occasione e non come una zavorra, capace di attrarre risorse economiche non solo locali, ma anche e soprattutto di fuori. Ecco perché riteniamo strategica l'ubicazione del mercato del contadino allo Scalo".