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C’era l’anfiteatro

Giovedì 02 Febbraio 2012 11:34

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comee2di Luca Morazzano

In questi giorni il sito de il Fatto Quotidiano, attraverso il blog di Jacopo Fo, sta dando spazio ad una nuova iniziativa targata incompiuto siciliano, che sul sito www.incompiutosiciliano. org con un lavoro certosino ha redatto una triste lista delle opera incompiute sparpagliate sull’Italia per uno sperpero di denaro pubblico di svariati milioni di euro.

Vedendole tutte in fila, usando le parole utilizzate dal Fatto, ha vita “un elenco che fa paura. Non esiste una stima globale di questo spreco ma parliamo di miliardi di euro buttati al cesso. Questa lista la si dovrebbe far imparare a memoria nelle scuole così magari poi la gente ci pensa quando vota. Incompiuto Siciliano non si è limitato a redarre una lista, ha anche organizzato un tour turistico all’incompiuto come corrente artistica. comeeE si sono perfino portati una colonna di cemento armato alla Biennale di Venezia”. La provincia pontina era già presente con la segnalazione dell’Intermodale. Noi abbiamo voluto aggiungere lo scempio dell’Anfiteatro di Sezze, convinti che il servizio di Striscia nei mesi scorsi non ha reso giustizia. Abbiamo attinto per la nostra segnalazione dal materiale disponibile sul sito lavocelibera.it del MLIS che da anni combattono questa battaglia, sicuri di fare cosa gradita anche a loro e abbiamo inviato questo testo: “E’ finito in tv in un servizio di Striscia la Notizia (che ha alterato la situazione) e in consiglio regionale del Lazio presentato all’attenzione della presidente Renata Polverini dal gruppo dei Radicali su sollecitazione della lista civica setina MLIS (Movimento Libero Iniziativa Sociale). Questo però non è bastato a sbloccare la situazione di quello che oramai viene definito ecomostro all’Anfiteatro di Sezze. Un progetto iniziato nel 2005 dalla giunta del sindaco Zarra, poi passato attraverso il commissariamento di Leopoldo Falco e continuato nella legislatura in dirittura d’arrivo targata Andrea Campoli. Ma i lavori non sono mai finiti e quanto stato fatto è oggi rovinato dall’incuria e dagli atti vandalici. Il tutto condito da costi lievitati all’inverosimile. Prima che iniziassero i lavori c'era un progetto di restauro della struttura originale, presentato dall'APT, che prevedeva il totale recupero tramite una ristrutturazione della monumentale opera con soli 350.000 euro ma questa opzione che avrebbe tutelato il bene architettonico non è stata presa in considerazione. Riferendoci all’interrogazione presentata alla Regione Lazio, essa chiede chiarimenti sull'importo finanziato attraverso il Docup: se risulta vero che il primo lotto è costato 1.291.142 euro mentre il secondo circa 800.000 euro; quanto fino ad oggi è stato effettivamente speso per la struttura incompiuta, gli enti erogatori dei finanziamenti, i contratti stipulati con le società che hanno avuto in appalto i lavori? Sono state necessarie varianti al progetto con aggravio dei costi rispetto al progetto originale? La nuova opera avrebbe dovuto vedere la luce nel giugno 2006, mentre ad oggi l'opera non è stata terminata, i lavori sono fermi e quello che doveva essere un anfiteatro è diventato un ecomostro".