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Debora Agostini: “Serve una politica sana”
Giovedì 02 Febbraio 2012 11:32
Come si può sperare ad una ripresa del mercato italiano, o meglio, del made in Italy? E’ questa la domanda che si pone Debora Agostini, coordinatrice dei giovani di API Sezze.
La 20enne opera nel settore alberghiero percependo un stipendio di circa 500 euro: "Con il mio stipendio non posso permettermi di acquistare un capo di abbigliamento made in Italy in quanto il suo costo è per me inaccessibile. Sono obbligata a ripiegare in uno dei tanti negozi gestiti da cinesi che vendono prodotti di importazione dal costo nettamente inferiore. Penso che fin quando non ci sarà una sana politica che guarda verso una riforma e riqualificazione salariale del lavoratore, non ci sarà neanche possibilità di una ripresa economica". Un’analisi che lascia intendere che a beneficiarne sarà solo l’importazione: “E’ del tutto normale quindi che i negozi, come la produzione straniera, soprattutto cinese, è sempre più in espansione e crescita, con conseguenze disastrose per la nostra economia e impiego nella produzione". La coordinatrice dei giovani di Alleanza per l’Italia punta il dito contro l’Euro: "Quando è stata introdotta la nuova moneta, uno stipendio di 1.800.000Lire è stato tramutato in circa 900 euro, mentre un prodotto da 1.000Lire è stato portato a 1 Euro cioè il doppio. Secondo me è proprio da qui che è iniziato l'impoverimento della famiglia italiana. Anche la globalizzazione ha giocato a nostro sfavore, merce prodotta a costi molto bassi a nostro confronto, ha trovato spazio facendo leva su una entrata minore dettata proprio con l'avvento dell'Euro". Debora mostra anche ottimismo: "Alla mia età non posso vedere solo nero, e penso che bisogna partire proprio dalla base, quindi da una sana politica locale, ed è per questo il mio impegno al fianco di Roberto Reginaldi che si mostra schietto e vicino alle tante problematiche del paese”.



