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Casadei e Reginaldi non ci stanno
Giovedì 05 Gennaio 2012 10:13
“La segreteria del Partito Democratico dimentica di dare a Cesare quel che è di Cesare”. Non va giù al consigliere di opposizione Paolo Casadei la posizione del Pd setino sulla questione della rescissione del contratto con la Dondi.
Secondo Casadei il Pd non ha diritto a prendersi meriti sulla gestione della faccenda: “Il sindaco e la sua segreteria politica sembrano aver del tutto dimenticato con quale stato d’animo e quale determinazione la sua compagine politica si è frantumata davanti al voto della delibera consiliare che avrebbe dovuto decidere la rescissione unilaterale del rapporto con la Dondi. Campoli ed il suo partito cercano di far dimenticare ai cittadini come sono andate effettivamente le cose in quel frangente estivo. Cosa che invece a me, in qualità di consigliere comunale di opposizione, preme ricordare. La prima volta che venne portata la delibera in consiglio la maggioranza Campoli si spaccò in tre tronconi: da una parte gli esponenti dell’ex Margherita Giovanni Bernasconi, Paolo Rizzo e il presidente del consiglio Giovanni Zeppieri disertarono l’aula, dando in seguito le loro motivazioni con un comunicato stampa, ma lasciando di fatto Campoli privo della sua stessa maggioranza, perché qualcuno ha già dimenticato che sulla scorta di quella defezione anche l’Udc abbandonò il campo.
Ma la cosa più assurda che oggi il Pd sembra aver dimenticato è che con la seconda votazione, allorché Campoli affermò che se ne sarebbe andato a casa se non avesse avuto la sua maggioranza politica in aula, ancora una volta il consigliere Bernasconi e Zeppieri non si presentarono in aula. Qualcuno - conclude Casadei - ci dovrebbe spiegare come mai continuano a parlare di una vittoria determinata dalla loro segreteria, quando in realtà è stato grazie ad alcuni consiglieri che l’atto è passato”. Dello stesso tenore l’intervento di Roberto Reginaldi, passato di recente in maggioranza, che spiega: “Casadei ha perfettamente ragione. La battaglia condotta dal sindaco Campoli contro la Dondi non è frutto dell'intero Pd, ma solo di una sua parte che, grazie al voto di quattro consiglieri che sedevano tra i banchi dell'opposizione, ha visto la sua vittoria nell'interesse della città tutta. Il coraggio citato dalla segreteria del Partito Democratico - conclude Reginaldi - esiste veramente, ma esso alberga in altre sigle politiche e in altri uomini. Dare dunque a Cesare quel che è di Cesare – conclude Reginaldi – calza a pennello con i fatti descritti dal consigliere Casadei ed è giusto che chi ha contribuito in maniera determinante all'azione di contrasto dell’attività svolta dalla Dondi ne rivendichi i diritti”.




