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Comunali 2012: la situazione a sinistra

Giovedì 08 Dicembre 2011 16:04

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campoliSimone Di Giulio

Se Atene piange, Sparta non ride. Potrebbe essere sintetizzata in questo modo la situazione all’interno del centrosinistra setino, che da una parte gode di una certa tranquillità amministrativa (decisamente favorita dagli imbarazzi palesati nel centrodestra), ma dall’altra paga lo scotto di una legislatura condizionata pesantemente da critiche piovute da storici alleati.

E proprio sugli alleati Campoli, quattro anni e mezzo fa, aveva fondato le basi per imporsi al primo turno. Una coalizione forte, coesa, sotto certi punti di vista anche ambiziosa, che era riuscita a convogliare le diverse anime della sinistra in un unico gruppo che (forte delle divisioni a destra) aveva sbaragliato la concorrenza. Poi? I problemi sono arrivati subito, con alcuni cambi di casacca, alcuni consiglieri che abbandonavano i partiti che facevano parte del carro dichiarandosi indipendenti e altri importanti movimenti che avevano regalato la vittoria a Campoli messi in un angolo, fuori dal consiglio per non aver raggiunto il quorum minimo e fuori dalle dinamiche di una maggioranza tendenzialmente più centrista rispetto a quanto ci si sarebbe potuti attendere. Per quanto concerne la squadra di governo a pagare il prezzo maggiore sono stati proprio i due partiti che più avevano tirato in campagna elettorale, Democratici di Sinistra e La Margherita, ridimensionati negli incarichi proprio per tenersi stretti i centristi e gli indipendenti. comuneUn’arma a doppio taglio per il centrosinistra, che se da una parte ha permesso di tenere botta ad eventuali ripensamenti di alcuni consiglieri, dall’altro ha aperto una piccola falla (che poi è diventata una voragine) nei rapporti tra i membri di quello che da lì a poco sarebbe diventato il Partito Democratico. Insomma la morale di ‘un colpo al cerchio e uno alla botte’ non ha funzionato alla perfezione e la macchina politico-amministrativa di questo primo mandato Campoli ogni tanto si è inceppata. Niente di clamoroso, ad eccezione della situazione paradossale in cui il sindaco si è trovato un anno fa, costretto a dimettersi per mandare un segnale forte (sarà arrivato?), ma qualche strascico potrebbe essere stato lasciato. La situazione all’interno del Partito Democratico non è sicuramente rosea. Alcuni esponenti hanno fatto intendere che da qui a maggio qualcosa andrà sicuramente rivisto. In alcuni momenti si è pensato addirittura ad una clamorosa rottura, con il presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri, il consigliere Giovanni Bernasconi e l’assessore alle Attività Produttive Sergio Di Raimo che non hanno fatto mancare critiche sull’operato della maggioranza di cui fanno parte. Problemi mai risolti, con un Campoli sempre attento ai numeri e forte di cifre considerevoli. Unico piccolo neo la questione legata al passaggio dell’Udc in maggioranza, che ha fatto saltare sulle sedie anche i vertici provinciali del partito (Moscardelli in primis). L’involuzione del partito di Casini e i dissidi interni, uniti a situazioni che con la politica c’entrano poco, hanno permesso che questa alleanza restasse una piccola scivolata senza gravi conseguenze.