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“Vogliamo una leale concorrenza”
Mercoledì 23 Novembre 2011 18:27
Un comitato di ventitré attività tra estetiste e acconciatori di Sezze e Sezze Scalo si è formato per combattere la piaga dell'abusivismo. Abbiamo incontrato gli esponenti. Ecco quello che ci hanno raccontato.
Che cos'è e quando è nato questo Comitato?
Il Comitato è nato nella primavera di quest'anno da una necessità: combattere chi esercita la professione di estetiste e acconciatori in maniera abusiva. Frutto dei primi incontri è stata l'iniziativa attuata in accordo con l'Amministrazione che si è subito dimostrata disponibile: si tratta del rimborso del 50% da parte del comune a quei cittadini che, dal 12 al 22 luglio, hanno usufruito dei servizi presso le nostre attività. Questo non è però bastato e, oppressi dall'avanzare dell'abusivismo, il 3 novembre abbiamo deciso di promuovere una campagna di sensibilizzazione che inviti la cittadinanza a riflettere. Vedremo che risultati darà e poi decideremo il da farsi e, in comune accordo, di attuare provvedimenti risolutori.
Qual è il messaggio che volete diffondere?
Chi esercita la professione di estetista e acconciatore abusivamente provoca danni molteplici che colpiscono la nostra categoria ma anche l'intera cittadinanza. In un momento di crisi come questo ognuno deve dimostrare una responsabilità civile: coloro che non pagano le tasse per il lavoro svolto creano un danno economico generalizzato che va combattuto. Bisogna svegliare la coscienza comune e noi siamo molto agguerriti. Il messaggio che vogliamo arrivi è diretto a chi esercita abusivamente ma anche a chi usufruisce di questi servizi. Ai primi chiediamo una concorrenza leale invitandoli a regolarizzare la loro posizione: crediamo che il lavoro sia un diritto ma solo se se giocato ad armi pari. Invitiamo altresì i secondi a non assecondare questo malcostume in nome di una qualità professionale che non può essere svenduta.
Come si è arrivati a questa situazione?
Una parte della colpa va alle scuole che sul mercato immettono continuamente estetiste e parrucchieri senza una reale formazione. E poi c'è la crisi economica alla quale molti reagiscono cercando quello che alla fine è solo un falso risparmio. Pagare qualche euro in meno porta anche ad un servizio più scadente in termini di prodotti, igiene e sicurezza, problema comune a tutte le imprese di artigianato che hanno un mercato irregolare parallelo. Noi vogliamo tutelare i nostri diritti: non possiamo accettare che ciò che noi abbiamo investito dal punto di vista economico e lavorativo venga poi sfruttato da altri. Bisogna interrompere questo circolo vizioso per la nostra categoria professionale ma fondamentalmente in tutti gli ambiti.
Come pensate reagirà la cittadinanza alla vostra campagna?
Speriamo che cambi qualcosa altrimenti noi andremo avanti trovando altre soluzioni. È giusto che la gente sappia che sono circa venti anni che a Sezze non viene richiesta una licenza per aprire un negozio da acconciatore e già questo è un forte indice di abusivismo. Noi vogliamo e dobbiamo difendere la nostra categoria professionale in nome di una qualità che altrimenti andrebbe persa. Chi esercita abusivamente lo fa senza rispettare alcune norme fondamentali svilendo la nostra professionalità. Supponiamo che siano più degli esercizi regolari e vogliamo dar loro la possibilità di regolarizzarsi. Sono piccole gocce che fanno il mare e noi, molto umilmente ma uniti nell'intento, abbiamo la reale intenzione di combattere questa illegalità.




