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Centrodestra, soliti errori e vecchie abitudini
Mercoledì 16 Novembre 2011 18:39
Mentre in Italia si pensa al dopo Berlusconi e si azzardano domande sulla squadra che formerà il governo guidato da Mario Monti (tecnico, politico, fino al 2013 o giusto il tempo di operare quelle riforme che l’Europa chiede con insistenza, ancora non è dato saperlo), a Sezze si scaldano i motori per la tornata elettorale della prossima primavera, sei mesi che si attendono incandescenti e che stabiliranno le sorti della città per i prossimi 5 anni.
Con Campoli apparentemente tranquillo, forte di una maggioranza che gli consentirà di governare con serenità fino alla scadenza del suo primo mandato e che, presumibilmente, gli permetterà anche di pensare alla prossima coalizione da preparare per il voto, ad accusare un grave ritardo nella preparazione della tornata elettorale e nelle idee (controproposte soprattutto) da mettere in campo è il centrodestra.
Quello consigliare praticamente non esiste più. Ceccano, Zarra e Piccolo hanno addirittura minacciato l’Aventino dopo che Campoli ha fatto mambassa di consiglieri, Polidoro e Casalini non sembrano ancora aver ordinato le dinamiche all’interno dell’Udc e Cerrone (non ce ne voglia) sembra un po’ spaesato, da una parte tentato di approcciare la nuova maggioranza, dall’altra deluso dagli eventi e pronto a mettere sul tavolo i suoi voti per tentare di scalzare il centrosinistra. Fuori dall’aula del consiglio comunale le cose vanno addirittura peggio. Il centrodestra, consapevole che non avrebbe mai potuto scalfire la stabilità della maggioranza, non è riuscito a fare quadrato nei periodi di stanca della politica, non ha messo in atto controproposte concrete, limitandosi ad attacchi una tantum nei confronti di chi governa. Oltretutto non è riuscita a ricompattare le sue fila nonostante (credo si sia capito ormai) la constatazione ormai assodata che fa presumere che si compete alle elezioni divisi si consegna di nuovo la città nelle mani di Campoli e della sua squadra. La lezione di 4 anni e mezzo fa, evidentemente, non è stata colta come si sarebbe dovuto e a peggiorare, paradossalmente, la situazione sono state le ultime tornate elettorali, le politiche del 2008, le provinciali del 2009 e le regionali del 2010, occasioni nelle quali il centrodestra di Sezze ha tenuto comunque botta portando importanti risultati a Berlusconi, Cusani/ Macci e Polverini. Quei risultati non sono stati letti con la giusta angolazione. Invece di constatare che sono tanti i cittadini setini a collocarsi naturalmente nel centrodestra, i responsabili dello schieramento hanno interpretato il voto come atto di fiducia rispetto a quanto stavano facendo in sede consiliare e in ambito politico-amministrativo. Niente di più sbagliato. E questa situazione è degenerata nell’ultimo anno. Quando Campoli è andato in crisi (dicembre 2010) si è pensato alla più classica delle spallate, piuttosto che a guardarsi dentro, a confrontarsi e a porre le basi per una coalizione vincente. Il risultato? A maggio, salvo clamorosi ripensamenti, saranno almeno tre le coalizioni in orbita centrodestra che porteranno sindaci diversi, con l’ovvio e scontato risultato che molti temono.




