- Errore
Utile di 11mila Euro, ma ancora tanti dubbi
Mercoledì 02 Novembre 2011 17:11
Nonostante le parole di elogio del capogruppo del Partito Democratico, Giovanbattista Giorgi, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, la situazione della SPL Sezze non sembra delle più rosee e basta dare un’occhiata all’ultimo bilancio presentato dalla società per accorgersi che qualcosa stona rispetto alle parole del consigliere anziano del Comune di Sezze.
Nella relazione del collegio sindacale emerge che al 31/12/2010 il totale dei crediti Tarsu è pari a 2.117.669€. Nel 2006 i crediti per morosità Tarsu erano di circa 188.000€, nel 2007 circa 287.000€, nel 2008 arrivano a 292.000€, nel 2009 crescono ancora fino a 484.000€ e nel 2010 si tocca il massimo (complice anche l’aumento della tariffa) arrivando a toccare quota 811.046,03€. Numeri da capogiro che i revisori sottolineano con un passaggio chiarissimo che recita: “Le azioni di recupero coattivo dovrebbero procedere con maggiore celerità al fine di aumentare le entrate finanziarie in considerazione dell’elevato indebitamento della società e quantificare con la maggiore precisione possibile la percentuale di recuperabilità dei crediti esposti in bilancio. Infatti i crediti sono già di rilevante importo ed aumentano, sulla base di un’estrapolazione del trend storico, in maniera consistente di anno in anno. Ne segue che, qualora la percentuale di recuperabilità dovesse essere sensibilmente inferiore a quanto stimato, gli effetti negativi sulla gestione economico-finanziaria potrebbero essere tali da compromettere la continuità aziendale”. Parole chiarissime, che tradotte dai profani vogliono dire che la società gode di presunta salute da un punto di vista economico, ma che è in evidente crisi da un punto di vista strettamente finanziario. La nota positiva, se così vogliamo chiamarla, è che per legge queste morosità degli utenti dal prossimo marzo non dovrebbero essere più di competenza di Equitalia. Di positivo c’è che i cittadini morosi (ci si augura che siano sempre meno) non avranno a che fare con la società incaricata della riscossione nazionale dei tributi, ma sarà compito del Comune recuperare quelle somme che, anno dopo anno, mettono i crisi tutto il sistema. Basterà questo per aprire una serena discussione sulla necessità di tenere in vita una società che con il suo eventuale tracollo potrebbe portarsi dietro il Comune l’unico socio?




