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Reginaldi all’attacco

Giovedì 20 Ottobre 2011 10:03

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di Simone Di Giulio

“Il direttivo del Popolo della Libertà parla di essere stato sempre contrario all'affidamento della gestione idrica del paese alla Dondi, quindi c'è da chiederci se il PdL esistesse già 18 anni fa, dunque Silvio Berlusconi ha commesso un plagio, sarà bene farglielo presente”.

Inizia così una nota del consigliere Roberto Reginaldi, che analizza la situzione creatasi dopo la decisione del consiglio di rescindere il contratto con la concessionaria. Nella nota Reginaldi prosegue: “Questo ‘fantomatico’ direttivo del PdL di Sezze, costituito dal senatore Fazzone, imperatore, pardon, coordinatore provinciale del partito azzurro, dovrebbe invece ricordare dove fosse collocato il loro attuale segretario Rinaldo Ceccano, nominato segretario per volere, sempre di Fazzone, e non da un congresso, mai avvenuto, e cioè nel centrosinistra, anzi, nell'estrema sinistra. Dunque sono lunghi anni che gli attuali consiglieri del PdL siedono tra i banchi del consiglio comunale, oltre che in consiglio provinciale, come consiglieri di maggioranza, come sindaci, come vicesindaci, dove avrebbero potuto già da tempo iniziare una battaglia contro la cattiva gestione della Dondi e delle vessazioni cui sono stati costretti i cittadini e che ancora subiscono, come mai non è stato mai fatto nulla? Anzi – prosegue Reginaldi – quando Ceccano rivestiva i pann idi consigliere di Rifondazione Comunista o Comunisti Italiani ritirò la mozione che era stata presentata anche da altri gruppi, come bene ha ricordato il consigliere Casadei. Resta il fatto che l’attuale decisione si deve alla giunta Campoli e ad una parte della sua maggioranza, nonché a quattro consiglieri di minoranza che hanno visto ben oltre lo steccato delle appartenenze ma hanno posato gli occhi sul bene della collettività. Tuttavia occorre ricordare ai più distratti che nel direttivo del PdL ci sono ex dipendenti e collaboratori della Dondi, mentre altri ci hanno piazzato direttamente i parenti più prossimi, come figlie ad esempio. E da questi arrivano le reprimende pubbliche. Se ancora ci fosse Totò – prosegue Reginaldi – userebbe la famosa frase "ma mi faccia il piacere!". Sempre nella nota del ‘direttivo’ pro-Dondi a corrente alternata, si legge, ‘ci si augura che tale decisione affrettata non arrechi danni economici ai cittadini e al Comune stesso’. Invece – attacca il consigliere – per il caso dei profughi che ha arricchito immensamente il paese, e del quale rendiamo gratitudine agli autori di tanta umanità, non si usa il condizionale. Hanno anche il coraggio di dire e scrivere ‘niente potrà ripagare i cittadiniper i disservizi che hanno dovuto sopportare, perché, mentre loro imprecavano, le amministrazioni succedutesi negli anni non sentivano né vedevano quello che era evidente a tutti’. E’ giusto, aggiungo io, infatti ‘qualcuno’ era impegnato a farsi assumere o a eseguire letture dei contatori dell'acqua. Piuttosto che scrivere pronostici su come sarà il futuro, il direttivo del PdL dovrebbe chiedersi dove fossero i suoi consiglieri quando l’argomento è stato discusso in consiglio, luogo deputato ad affrontare tematiche vitali per il paese, il caso Dondi, e non ultimo il bilancio, ma gli scranni del PdL erano desolatamente vuoti, e tutti sanno, che chi è assente ha sempre torto”.