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“Siamo pronti alla disobbedienza civile”
Mercoledì 19 Ottobre 2011 18:04
Torna a far sentire la sua voce il Comitato Acqua Pubblica di Sezze, che in una nota si dice pronto a ricorrere alla disobbedienza civile in considerazione del risultato del Referendum sulla ri-pubblicizzazione dell'acqua, visto il Decreto del 28/07/2011 del Presidente della Repubblica.
L’intervento del portavoce Giovanni Paolo Di Capua è chiarissimo: “Si invita il gestore ad applicare il secondo quesito referendario, ovvero la riduzione del 7% delle tariffe idriche. Il Comitato invita altresì l'amministrazione comunale a garantire a che il gestore provveda sia a quantificare le somme da restituire ai 9.300 utenti che a verificare la corretta applicazione del riduzione del 7% sulle tariffe. A tutela degli interessi di tutti gli utenti – prosegue la nota – qualora non venisse applicato il secondo quesito referendario da parte del gestore, il Comitato si vedrà costretto a chiedere un giudizio immediato al Giudice di pace. Successivamente il Comitato inviterà gli utenti ad avviare in modo graduale l'azione della disobbedienza civile, fino al raggiungimento della somma che i cittadini utenti riterranno essere congrua o maggiormente versata. Inoltre il Comitato invita gli utenti, allacciati alla rete fognante, a detrarre, se presente nella fattura/bolletta, la quota della depurazione in ragione delle sentenze 335/2008 e 8318/2011, nonché per la mancata installazione delle unità depurative mobili, e per l'inadeguata, insufficienza ed inesistente depurazione degli impianti di Casali e Sezze Stazione agli standard qualitativi minimi, da tempo riconosciuti ed evidenziati e, per le mancate autorizzazioni allo scarico dei suddetti impianti di depurazione. Ciò, ha trovato attuazione con le manifestazioni dei flash-mob organizzate dal Comitato, previo invio al gestore di diffida preventiva, invitato a provvedere ad eliminare dalla fatturazione il corrispettivo importo della depurazione”.




