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Passa anche Reginaldi
Mercoledì 12 Ottobre 2011 15:50
“È giunto il momento di prendere una decisione, una decisione che è determinata da una scelta. Quella di continuare a fare politica nel solo interesse della collettività, oppure fare politica solo per presenziare, fare numero, senza nessuna utilità per la crescita di questa città”.
Questo l’incipit dell’intervento di Roberto Reginaldi nel corso del consiglio comunale del 10 ottobre, che ha sancito l’entrata in maggioranza dell’unico eletto tra le fila di Forza Italia nelle elezioni del 2007. Il discorso del consigliere prosegue: “Da sempre ho scelto di fare politica per rappresentare seriamente la cittadinanza, in quelle che sono le loro richieste, le loro aspettative. Oggi per me si pone una gravosa scelta, la scelta di quale delle due coerenze devo dare seguito, quella degli ideali, dell'appartenenza storica, per fede e non per interessi personali, oppure quella della coerenza verso il popolo che mi ha destinato, che ci ha destinati, a rappresentarli nelle loro richieste, a garantirne la loro sovranità, la loro dignità troppe volte calpestata. Tra le due scelgo di rappresentare il popolo. lo che ho speso una vita nel rappresentare e manifestare i miei ideali, mi sono reso conto che non ci sono riuscito, ma non per mia incapacità, non per mia diretta colpa, ma per colpa di altri, che si sono impossessati della mia casa dopo tanto peregrinare, distruggendola, e nel farlo non hanno esitato di attivare una macchina del fango in mio danno nel solo tentativo di screditarmi agli occhi del popolo, e lo hanno fatto anche con il silente accordo di alcuni della maggioranza, questi forse nella convinzione di una mia colpevolezza, ma comunque colpevoli di aver anticipato i tempi, un fine disegno che viene da lontano, oltre le mura di questa città. Nel sindaco Campoli ho riscontrato onestà politica ed intellettuale, egli ha dimostrato in questi ultimi mesi ferma determinazione, determinazione che forse avrebbe dovuto esercitare fin dal primo giorno, ma gli assetti, equilibri troppi delicati, lo hanno frenato, e solo gli ultimi avvenimenti gli hanno dato la sicurezza di prendere serie decisioni. Dunque - conclude la nota di Reginaldi - la mia scelta è la coerenza verso il popolo, l'onestà, scelgo di sostenere la persona e non più la bandiera. Il popolo mi capirà. Ma camminerò a testa alta, nessuno mi potrà accusare di nulla. E neanche di aver tradito, anzi io sono stato tradito”.




