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La consulta che non c’è

Mercoledì 12 Ottobre 2011 15:46

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romanodi Luca Morazzano

La Consulta delle Associazioni non c’è più e durante l’estate lo si è visto nell’organizzazione e nella calendarizzazione degli eventi che si sono susseguiti. Ma sembra che in molto abbiano soprasseduto allo scioglimento dell’organo consultivo che rendeva possibile il dialogo e la sinergia tra le varie realtà associative presenti in paese.

A sottolinearlo è colui che della consulta era stato prima promotore e poi presidente, Ignazio Romano: “Nessuno chiede più della Consulta delle Associazioni. Neppure le persone che fino a qualche mese fa erano ancora tanto interessate e ne parlavano convinte. Sono stati tre anni di impegno e di passione, eppure sono svaniti nel nulla. Il progetto della Consulta delle Associazioni, così come è accaduto per quello della Città dei Giovani o per la Via Setina, pur avendo palesemente una valenza notevole per la comunità, è destinato da noi a rimanere un sogno irrealizzato, un progetto troppo ambizioso proprio perché richiede il coinvolgimento ed il contributo di tanti soggetti. In sintesi un'operazione sociale fatta di dare ed avere, in cui tutti si mettono in gioco, ha bisogno di basi comuni. Proprio quello che la nostra comunità va perdendo e non ricorda più come costruire: "Uscire dal proprio ambito, capire le esigenze di tutti, scegliere l'azione possibile da condividere e realizzarla insieme" non è facile. La Consulta delle Associazioni è stato per tre anni l'unico progetto, iniziato dal basso e fatto di persone, che ha provato a rispondere concretamente a questa richiesta. Ecco il motivo profondo che mi ha sempre appassionato e per cui ho lavorato, null'altro. Invece siamo punto da capo, come quando nel lontano 2002 si è discusso delle negligenze degli amministratori pubblici, dei troppi individualismi, delle pigrizie delle associazioni e di quella frammentazione che impediva un dialogo costruttivo. Poi nel 2005 è arrivato il "Coordinamento delle Associazioni" e le vele del volontariato si sono gonfiate per salire le scale del Comune ed entrare nella sala del Sindaco a far sentire la propria voce, fino ad ottenere nel 2006 uno statuto, un direttivo, una sede... cioè la Consulta. Sono stati momenti costruttivi che hanno lasciato ben sperare, eppure di tutto quel movimento culturale, di tutta quella partecipazione oggi non è rimasto nulla.