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Vitelli benedice la linea Campoli
Mercoledì 05 Ottobre 2011 16:44
“Una vittoria della città, una svolta storica attesa da più di dieci anni su cui nessuno avrebbe scommesso un euro fino a qualche mese fa. I meriti di un successo così grande vanno equamente ripartiti tra i 13 votanti tra cui spicca, ovviamente, la figura del sindaco Campoli, primo e principale autore della svolta, senza dimenticare l’assessore Bernabei che ha svolto un lavoro eccellente”.
Questo il pensiero del consigliere Antonio Vitelli, che in una nota attacca la minoranza che fa riferimento a PdL e Udc: “Non riesco ad essere arrabbiato con Ceccano, Casalini, Polidoro, Cerroni, Zarra e Piccolo, poiché capisco lo stato di totale sconforto e confusione. Innanzitutto Casalini, che ha dato lettura al documento in cui ci accusava di privilegiare l’interesse particolare e personale rispetto all’interesse pubblico. Peggio – prosegue Vitelli – stava Polidoro, che per tanti anni ha sempre avuto a cuore esclusivamente il bene collettivo. Mi dispiace per lui, ma lo slogan ‘A me che me tocca’, dal punto di vista politico ovviamente, è stato definitivamente abolito da Campoli e dalla nuova maggioranza. Cerroni – attacca ancora Vitelli – dopo aver fatto ore e ore di anticamera dal sindaco, essersi scusato per gli atteggiamenti politici assunti in questo ultimo periodo, assicurandogli il sostegno anche alle prossime elezioni ed il suo voto favorevole alla cacciata della Dondi, ha poi agito all’opposto. Zarra invece non si è proprio presentato, forse perché dispiaciuto della fine del rapporto con la Dondi. Lui è uno dei superstiti che ci hanno portato la Dondi 18 anni fa, per cui si sentiva emotivamente dispiaciuto. Di Ceccano non parlo, visto che riempie le cronache dei giornali in modo costante sulla questione dei profughi”. La conclusione cui arriva il consigliere spacca il fronte all’interno del centrodestra: “Noi tredici abbiamo posto la parola fine con la Dondi. I sei paladini, difensori dell’interesse e delle virtù pubbliche, non si sono presentati e si sa gli assenti hanno sempre torto”.




