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“Un atto storico”
Mercoledì 05 Ottobre 2011 16:42
Non va per il sottile nemmeno Roberto Reginaldi sullo scioglimento della convenzione con la Dondi e sull’atteggiamento degli assenti nel consiglio comunale.
In una nota il consigliere spiega: “Il voto espresso da 9 consiglieri di maggioranza e da 4 consiglieri di minoranza ha di fatto spezzato le catene di una sudditanza che vedeva più di 9.000 utenti, ostaggi del ‘signore delle acque e della depurazione’. Degli 8 assenti, mentre Zeppieri e Bernasconi hanno addotto motivazioni personali e politiche che meritano rispetto indipendentemente da come la si pensi, gli altri 6, pur non partecipando, si sono sentiti in dovere di fare la morale ai votanti che si apprestavano a cacciare via la Dondi. Pur non presentandosi fisicamente hanno inviato due loro emissari, dando voce a tesi assurde e accuse infamanti, un documento firmato dai 6 consiglieri delle tre sigle da poco confluite in un connubio, che alcuni li vede uniti in altre faccende ‘politiche’. Un documento letto con arroganza ancor prima di dare inizio al normale svolgimento del consiglio. Il dramma del confronto – prosegue Reginaldi – ha prevalso, pieno di illazioni e demagogia e con l'arroganza di erigersi quali unici traghettatori nel bene di una comunità intera che, in vero, non hanno mai rappresentato seriamente. Proprio loro, o almeno alcuni di loro, hanno il coraggio e accusano altri, quelli che hanno presenziato e votato rappresentando la città intera, di ‘tornaconti personali, di accordi sottobanco di interessi di dubbia onestà’. Questo è il vero assurdo. Da quasi venti anni il popolo intero si chiedeva se e quando si sarebbe giunti alla parola fine con la Dondi e ora che finalmente un sindaco, che ha già dimostrato coraggio in altre situazioni, si aziona in modo esemplare a dare una risposta vera e concreta, ecco che spuntano i ‘garantisti dell'onestà’. La sicurezza di una nuova e migliore gestione idrico – conclude il consigliere di minoranza – dipenderà esclusivamente dalle capacità politiche e amministrative, che sapremo mettere in campo noi che la Dondi l'abbiamo cacciata. La morale da chi non si è presentato in consiglio, ma è spesso presente nella rassegna stampa degli ultimi tempi è inaccettabile e fuori luogo”.




