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DONDI A CASA, DECIDE IL CONSIGLIO

Mercoledì 28 Settembre 2011 15:43

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Campoli
Simone Di Giulio

La Dondi spa torna a casa, almeno nelle intenzioni espresse con un voto nel corso del consiglio comunale di lunedì 26 settembre. Al secondo tentativo Campoli riesce nel suo intento, trovando le forze all'interno di quel che resta della sua maggioranza e 'approfittando' del voto favorevole di parte delle opposizioni.

Il 21 luglio scorso il primo tentativo, miseramente fallito, con Campoli che di colpo si trova una maggioranza monca, priva dei consiglieri dell'Udc (appena entrato nella squadra) e di quella parte del Partito Democratico che fa riferimento al presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri. Dopo quella batosta politico-amministrativa un Campoli visibilmente deluso ha messo in atto una sorta di epurazione: ha tolto di mezzo l'Udc (Polidoro e Casalini) e poco si è curato della frangia del suo partito che non la pensa come lui da molto tempo, arrivando all'appuntamento del 26 settembre con il sostegno di una parte dell'opposizione (i responsabili Serafino Di Palma e Antonio Vitelli), Roberto Reginaldi e Paolo Casadei, anche se il voto di quest'ultimo resta di natura strettamente amministrativa e non politica. Campoli ha rischiato, ha volutamente forzato la mano in questa situazione, ma alla fine ha ottenuto quello che si era prefissato lo scorso 21 luglio, quando in appendice al consiglio prima dell'estate aveva sottolineato che la rescissione del contratto per il servizio idrico con la Dondi sarebbe stata la sua priorità "anche se fosse l'ultima cosa che faccio in qualità di sindaco". Nel corso del consiglio comunale il primo cittadino ha ribadito questo aspetto, definendosi coraggioso nella scelta di allontanare dalla maggioranza l'Udc e aprendo anche a future intese politiche con chi in questo passaggio non gli ha messo i bastoni tra le ruote. Con l'Udc e il Popolo della Libertà assenti dall'aula, quindi, e con il voto favorevole di quel che restava della minoranza, per la maggioranza è stato un gioco da ragazzi decidere e votare per la rescissione del contratto. Durissima, inoltre, è stata la reazione di Campoli ad una nota congiunta redatta dalle opposizioni per spiegare i motivi che li hanno portati a decidere di disertare il consiglio. DondiCampoli non si è fatto scappare l'occasione di punzecchiare gli ex alleati Polidoro e Casalini (presenti in aula solo per leggere la nota) e si è riservato di adire per vie legali a causa di alcuni contenuti del documento a firma dei consiglieri Rinaldo Ceccano, Lidano Zarra, Antonio Piccolo, Enzo Polidoro, Claudio Casalini e Lino Cerrone. Nello specifico i firmatari del testo si dicono dubbiosi e perplessi rispetto a quanto accaduto prima del 21 luglio, con la certezza che "pochi soliti noti - si legge nel documento - che, separatamente e segretamente, su altri tavoli hanno giocato la loro personale partita e che sanno perfettamente con chi rescindere, ora e subito, la convenzione e dove andare, come, quando, con chi e a quali punti e condizioni e tornaconti personali". Insomma un affondo tremendo, che ha costretto Campoli a difendersi con tutti i suoi mezzi da un'accusa ritenuta una diffamazione. Il voto, formale a quel punto, è arrivato dopo l'intervento dell'assessore ai Lavori Pubblici Pietro Bernabei, che ha sottolineato come dallo scorso 21 luglio la situazione nei rapporti con la concessionaria si sia ulteriormente danneggiata, con i cittadini a rimetterci per i tanti disservizi. Decisamente pro-Campoli, invece, gli interventi di Di Palma, Vitelli e Reginaldi, che probabilmente sanciscono l'inizio di una nuova fase politica nella città. Silenzio totale dagli assenti di maggioranza, Zeppieri e Bernasconi, che non hanno (come del resto fecero il 21 luglio) spiegato i motivi della loro assenza. Con un 13 a zero, insomma, Campoli porta a casa una vittoria, che però molti considerano alla stregua di quella di Pirro. Come il re d'Epiro il primo cittadino ha ottenuto quello che voleva, ma a che prezzo? E quali saranno le ripercussioni in vista della scadenza del mandato e del tentativo di convincere i cittadini a dargli ancora fiducia?