1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>
Errore
  • XML Parsing Error at 1:382. Error 9: Invalid character

DONDI AL PALO, E ADESSO COSA SUCCEDE?

Mercoledì 28 Settembre 2011 15:42

PDF Stampa E-mail

PaoloDiCapuadi Simone Di Giulio

Diciassette anni di accuse, di promesse non mantenute, di liti, di polemiche e di disservizi cancellati con un colpo di spugna dal consiglio comunale. Dall'1 gennaio del 1994 al 26 settembre 2011, questo il periodo nero della città di Sezze sulla questione del servizio idrico integrato.

E adesso si cambia. Sì, ma come? Difficile dirsi, nonostante il vox populi incessante nato dallo scorso 21 luglio, quando al primo tentativo di sciogliere la convenzione Campoli si ritrovò improvvisamente senza maggioranza. Acqualatina o gestione pubblica? E nell'ultimo caso SPL oppure società creata ex novo per fare solo questo? Impossibile, non difficile, dirlo, anche perché ne va della validità dello stesso atto promosso da Campoli e benedetto dal voto del consiglio comunale. La Dondi, forte di un Lodo che l'ha vista vincitrice due anni fa, metterà sul tavolo tutte le carte per fare ricorso contro la decisione della massima assise cittadina, mentre il Comune Sezze proverà a giocarsi le sue ciance sui disservizi e sulle polemiche di cui sopra. La faccenda non dovrebbe risolversi in brevissimo tempo, come ha ammesso lo stesso Campoli, e questo permetterà alle forze politiche di ragionare sul futuro e porre le basi per la nuova era della gestione del servizio idrico integrato nel territorio. Intanto il depuratore torna nelle mani degli amministratori e con lui una situazione difficile da gestire. Dire oggi chi sarà il nuovo gestore, pubblico o privato che sia, sarebbe stato un assist per il ricorso della Dondi e Campoli se ne è ben guardato. La solita dietrologia spiega la decisione del primo cittadino inquadrando nel contesto l'arrivo di Acqualatina. La società, ovviamente, non conferma né smentisce, anche se sono in molti a sostenere un suo intervento nella fase transitoria della gestione dell'acqua. Le indicazioni della maggioranza, seppur criptiche, fanno invece intendere che l'acqua tornerà pubblica, anche in attesa delle decisioni del Governo e della Regione Lazio previste per il mese di gennaio. Quello che suscita perplessità, invece, è la decisione di affrettare così tanto i tempi di scioglimento della convenzione vigente dal 1994. Nei quattro anni di amministrazione Campoli i rapporti tra Comune e concessionaria si sono man mano deteriorati, ma sostanzialmente non sembrano esserci stati scossoni tali da giustificare questa improvvisa sterzata. Estremamente polemici sul futuro della gestione del servizio idrico, oltre a PdL e Udc, il partito de L'Italia dei Valori e il Comitato Acqua Pubblica di Sezze, che in una nota firmata dal portavoce Paolo Di Capua ha sottolineato: "A seguito del referendum, votato con 9800 sì, che l'acqua deve essere gestita pubblicamente, loro cacciano la concessionaria Dondi per Acqualatina, mentre la maggioranza originale si è frantumata e una maggioranza nuova si è formata. Sarà fluida o solida? Con questa delibera, da subito, la nuova maggioranza ha voltato le spalle sugli effetti del referendum sull'acqua. In coerenza all'azione fin qui svolta dal Comitato Acqua Pubblica per la ripubblicizzazione del servizio acqua, anticipiamo che all'orizzonte non si vede niente di buono per i cittadini utenti".