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LUCIDI: “FIGLI DELL’IMMOBILISMO”

Mercoledì 21 Settembre 2011 15:23

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LidanoLucidiDurissimo attacco di Lidano Lucidi, esponente del Partito Socialista setino, nei confronti della gestione del delicato momento che sta attraversando il nostro Paese. In una nota Lucidi spiega: “Crisi del sistema politico, crisi del sistema economico, crisi dei consumi, crisi di stato; insomma crisi.

Dovunque ci giriamo non sentiamo parlare di altro. L'ennesimo cambio di rotta dove la politica ragiona più per slogan che per cose concrete. I titoli di Stato vanno a picco e il distacco tra il palazzo e la gente è ormai enorme. Di tutte le chiacchiere da scienziati però alla gente frega poco, di questo avviso Lidano Lucidi che specifica: "Quando viene a fatica arrivare a fine mese, quando non si hanno prospettive per il futuro, quando l'estremismo prende il sopravvento sul ragionamento, allora a rischiare è il paese nella sua interezza. Ernesto Galli, della Loggia, in un bel editoriale "Conservatori e immobilisti" parlava di un problema strutturale italiano: un blocco eterogeneo, diversificato e stratificato di conservatori che fanno dell'immobilismo la propria arma di guerra. A mio avviso ha pienamente ragione. Non solo, perché mi guardo intorno e la prospettiva a livello locale non cambia. Nemmeno Sezze si sottrae alla regola che per conservare occorre essere immobili". Il ragionamento dell'esponente del PS si sviluppa così: "Le riforme o le opere che erano state promesse sono rimaste lettera morta, buone per il prossimo programma elettorale in quanto ancora irrealizzate. Ero piccolo e sentivo parlare della piscina comunale, sono grande, il sindaco attuale annunciava la realizzazione della piscina; sono passati anni, l'anno prossimo si vota di nuovo e la piscina non c'è. Ero piccolo e sentivo dire che Sezze ha grandi potenzialità turistiche. È a un'ora da Roma e tre da Napoli, il mare a mezz'ora e la montagna dietro le spalle mi dicevano. Sono grande e non è stato costruito un albergo, un campeggio, ma sentivo e sento tutt'oggi ripetere la stessa storiella buona ogni volta che il voto si avvicina. Sono nato nel mito del carciofo setino, sono grande, e spesso mangio carciofi coltivati da altre parti, altri si fregiano dei marchi di qualità, ma non noi. Noi ci facciamo la sagra e conserviamo un mito inossidabile che nel pratico non serve a nessuno". La conclusione è drastica ma realistica: “Sezze è un paese che non cresce più, che ha perso la sua identità, che deve reinventarsi. Non possiamo permetterci l'immobilismo perché saremmo cannibalizzati da altri comuni. Il federalismo fiscale e le manovre economiche appena approvate non danno scampo, o ci si muove o saremo noi che dovremo riprendere le famose valige e andare da qualche altra parte. Sezze non può e non deve essere più un paese dormitorio. Se la politica non lo capisce, se continua a guardarsi l'ombelico, le conseguenze, anche a breve, saranno devastanti; ben più di quello che si pensa”.