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DONDI, LA MAGGIORANZA SI SPACCA
Lunedì 01 Agosto 2011 15:26
Quando meno te l’aspetti arriva la frittata all’interno del consiglio comunale di Sezze. Quello che doveva essere il massimo momento di gloria per l’amministrazione guidata da Andrea Campoli (dopo una serie di insuccessi che ne avevano minato la stabilità, autovelox su tutti) si trasforma nel momento più buio, con il primo cittadino che si trova costretto a prendere atto di non avere più una maggioranza, poco più di un mese dopo l’approvazione di un bilancio ottenuta quasi con un plebiscito di consensi nella sala consiliare “Alessandro Di Trapano”.
Sul nodo Dondi e sulla rescissione, allestita in tutta fretta, del contratto con la concessionaria del servizio idrico si è aperta una falla che adesso sarà difficilissimo ricucire. Il primo cittadino si è ritrovato senza due componenti essenziali per la sua maggioranza politica, i tre dell’area ex Margherita (Zeppieri, Rizzo e Bernasconi) e le new entry dell’Udc (Polidoro e Casalini), che hanno preferito non presentarsi al voto dubitando del valore dell’azione messa in campo da Campoli e dall’assessore Bernabei. Un colpo basso, almeno secondo qualcuno, che il sindaco ha dovuto incassare non senza preoccupazioni. Se si fosse andati al voto in consiglio la rescissione sarebbe stata attuata, ma solo grazie ai voti del Popolo della Libertà e del gruppo dei responsabili. Ciò sarebbe equivalso a un fallimento su tutta la linea politica del centrosinistra setino, che a quel punto avrebbe dovuto dimettersi, almeno per salvare la faccia. Invece Campoli e il capogruppo Giovanbattista Giorgi hanno preferito rinviare, per consentire a tutti di fare un passo indietro e salvare il salvabile. Un atteggiamento che ha lasciato perplessi in molti, soprattutto gli esponenti del Popolo della Libertà, che hanno chiesto espressamente le immediate dimissioni almeno dell’assessore Bernabei. A non tranquillizzare l’ambiente ci ha pensato una nota del consigliere Giovanni Bernasconi, dalla quale si evince una propensione al passaggio in Acqualatina, sul quale invece il gruppo ex La Margherita voleva un confronto maggiore. Nella nota si legge: “In sede di commissione Capigruppo espressi le mie perplessità circa la mancanza di un approfondimento sia tecnico che politico in merito alla complessa questione che si dibatteva. Tecnico poiché ritenevo necessario che l'amministrazione si dotasse di un parere pro- veritate da parte dell'avvocato che cura gli aspetti legali del Comune nei confronti della concessionaria, in ordine alla sussistenza di presupposti di fatto e di diritto per la risoluzione della convenzione; politico sulla opportunità, prima di rescindere la convenzione con la Dondi, di avere un progetto ben delineato e approfondito sul futuro della gestione di un servizio strategico come è quello idrico nel territorio del nostro Comune al fine di non creare o limitare al minimo eventuali disservizi che sarebbero potuti scaturire da una decisione così importante ai nostri concittadini”. Nessun inciucio o imboscata, ma il dado sembra tratto e lo stesso Campoli ha ammesso amaramente: “Scioglierò il contratto con la concessionaria, fosse anche l’ultima cosa che faccio da sindaco”. Chiaro segnale di resa.




