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PROFUGHI, ARRIVA UN’ALTRA TEGOLA

Lunedì 01 Agosto 2011 15:22

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Vitellidi Simone Di Giulio

Diventa sempre più intricata la vicenda dei profughi scoperti sui Lepini. Dopo il casolare di Bassiano è arrivato il turno di Roccagorga e le polemiche, oltre agli strascichi legali che entrambe le vicende porteranno alla ribalta, non sono mancate.

A parlare è il consigliere Antonio Vitelli, che in una nota associa la cooperativa sociale Fantasie, al centro della bufera per i profughi trovati a Roccagorga, al consigliere del PdL (e commissario locale del partito) Rinaldo Ceccano: "Si è capito chiaramente a cosa si riferisse il consigliere Rinaldo Ceccano, quando pochi giorni prima dell'esplosione di questo scandalo vergognoso, che lo coinvolge appieno, aveva annunciato di aver rotto l'asse tra Udc e Partito Democratico, con un progetto politico che mirasse ad amministrare "diversamente" la città di Sezze ed i suoi cittadini. Quel "diversamente" probabilmente si riferiva ad un ottica amministrativa e gestionale diversa, quella che in altri tempi si qualificava come schiavismo, dove gli esseri umani venivamo considerati come bestie, ideali solo per il loro sfruttamento economico. Così, come riscontrato dal blitz delle forze dell'ordine, in 60 metri quadri sono stati ammassati quasi 50 extracomunitari che potevano far riferimento solo su un bagno e qualche letto; il vitto, o meglio "lo scifo" come si dice a Sezze, da quello che apprendiamo dalla stampa, era costituito sempre da alimenti poveri, dove carne e frutta erano totalmente assenti. CeccanoQuesto al modico prezzo di 42,50 euro al giorno, per ogni rifugiato. Inoltre - prosegue Vitelli - il progetto politico si incentra sulla sicurezza dei cittadini, osteggiando l'immigrazione di facciata, a parole, ma poi nella sostanza, è finalizzata all'arrivo, in un attimo, di quasi 200 immigrati. Il tutto ovviamente senza avvertire e notificare nulla ai diversi sindaci dei comuni interessati (Sezze, Bassiano e Roccagorga) e soprattutto alle forze dell'ordine, polizia locale compresa. Questa vicenda mette in luce che invece dei 68 rifugiati politici che secondo gli atti ufficiali dovevano essere ospitati nei 3 Comuni, ne risultino un centinaio in più, circa 50 a Bassiano e 50 a Roccagorga, in una perfetta spartizione numerica che sembra ricalcare un criterio economico in cui due soci partecipano alla stessa società al 50%. Condanniamo - conclude Antonio Vitelli - queste vicende vergognose che gettano discredito su tutto il nostro paese, e continueremo ad impegnarci per risolvere i problemi di Sezze, a partire dalla cacciata della Dondi, sostenendo l'operato di un sindaco coraggioso e innovativo come Campoli, oltre al presupposto fondamentale di essere un ragazzo perberne ed una persona onesta".