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MARCHIONNE LASCIA, ORA TERREMOTO?
Giovedì 14 Luglio 2011 07:44
È un momento davvero delicato per la giunta guidata da Andrea Campoli, adesso alle prese con l'affaire Marchionne-Udc. Le dimissioni del vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali rischiano di aprire un fronte che, a meno di un anno dalla tornata elettorale, avrebbe la forza per far saltare i piani all'attuale maggioranza che, nonostante i numeri confortanti, potrebbe essere costretta a cambiare strategia in vista delle amministrative della prossima primavera.
Fantapolitica se vogliamo, ma un dato emerge senza dubbi di sorta: l'asse tra il Partito Democratico e il nascente Partito della Nazione, tanto osteggiato qualche mese fa con l'entrata in maggioranza di Casalini (mai avvenuta nella realtà), adesso potrebbe rivelarsi un boomerang e le dimissioni di Marchionne potrebbero avere conseguenze catastrofiche in vista degli accordi elettorali che avrebbero potuto garantire a Campoli numeri e forza politica per cercare di imporsi al primo turno senza dover ricucire gli strappi con l'Italia dei Valori, i socialisti e Sinistra Ecologia e Libertà.
Perché sembrava essere proprio questa l'idea alla base dell'accordo stipulato da Campoli con Polidoro e con tutto l'Udc. Un'idea che avrebbe permesso di affrontare la campagna elettorale con nomi forti e con numeri (almeno sulla carta) da capogiro. E adesso invece? Il primo stop al sindaco e alla maggioranza è arrivato nientemeno che da Claudio Moscardelli, che dopo aver incassato il no dell'Udc (alla fine risultato determinante) nella corsa alla carica di sindaco di Latina contro Giovanni Di Giorgi, è stato chiarissimo in merito, affermando che a Sezze era totalmente da escludere un accordo elettorale con gli uomini fedeli ai Forte, autentici colossi in provincia del partito di Cesa e Casini. Alle parole dell'esponente del Partito Democratico si sono aggiunti i fatti, con Casalini che ha tentennato ad entrare definitivamente in maggioranza, Polidoro che ha chiosato e Marchionne che si è dimesso. A questo punto potrebbe partire il piano B del Partito Democratico setino, quello che presuppone un recupero di alcune forze perdute nel corso di questi quattro anni di governo. Difficilmente la carica di vicesindaco sarà occupata da Polidoro (o da Casalini) e la delega ai Servizi Sociali potrebbe essere l'arma in più per tornare a discutere con quella parte di centrosinistra abbandonata appena dopo il voto del 2007. In pole position sembra esserci proprio il partito de L'Italia dei Valori, che in questi 4 anni di governo non ha mai mancato di polemizzare con l'attuale giunta. Per alcuni potrebbe trattarsi di un 'contentino' ma così non è, soprattutto a meno di un anno dalle elezioni.
A uno degli esponenti locali del partito di Di Pietro potrebbe toccare l'assessorato o, ancor meglio, un altro consigliere. Nel caso specifico non è fantapolitica auspicare uno scenario simile, con un consigliere in quota Democratici di Sinistra (Titta Giorgi o Sonia Ricci), che potrebbe lasciare la sua carica (magari incassando la nomina di vicesindaco e di assessore ai Servizi Sociali) lasciando via libera al primo dei non eletti in quota Ds, nel caso specifico Antonia Brandolini, che nell'ultimo periodo si è avvicinata al partito guidato da Patrizio Salvati. In questo modo L'Italia dei Valori potrebbe raccogliere la tanto ambita riconoscenza a fronte dell'oltre 6% portato nel mulino di Campoli nelle elezioni del 2007. Campoli potrebbe sciogliere, in questo modo, due nodi: da una parte defilarsi dall'Udc, dall'altra riscuotere i favori di un elettorato deluso dalla gestione attuale. Uno scenario ipotetico ma realizzabile e, soprattutto, una garanzia per cercare di ricreare una coalizione potente (almeno nelle intenzioni) tanto quanto quella che gli permise di evitare il ballottaggio nel 2007. Ad avvalorare questa tesi, infine, lo scarso peso politico che in questa fase continua a palesare il centrodestra setino, che (come al solito) non riesce a trovare la quadratura del cerchio e prosegue nelle sue lotte intestine. Di certo qualcosa nelle prossime settimane cambierà e non è detto che sia indolore come elementi della attuale maggioranza vorrebbero far credere agli elettori. Mai come in questo momento le scelte andranno ponderate e pesate nella giusta misura. Troppi i nodi palesati dall'attuale maggioranza (in ambito amministrativo), che come al solito si cercherà di ricucire con l'arte della politica (mai ad un livello così basso come in questa stagione).




