- Errore
Diabrotica, il batterio che minaccia il grano pontino
Giovedì 08 Dicembre 2011 15:56
L’ennesimo insetto sta mettendo a rischio l’agricoltura pontina. Infatti, dopo la batteriosi del kiwi ed il cinipide del castagno, ora si sta sempre più diffondendo la diabrotica del mais. Il pericoloso parassita ha già messo in ginocchio le coltivazioni della Lombardia, dove addirittura alcune zone sono state dichiarate ‘infestate’, ossia in esse non è più possibile estirpare l’insetto.
Al fine di porre in campo per tempo azioni di prevenzione, il Comune di Sermoneta, insieme alla Coldiretti di Latina, ha organizzato un incontro pubblico aperto a tutti gli agricoltori ed operatori del settore. A spiegare il senso della manifestazione ci ha pensato il sindaco Giuseppina Giovannoli: “Il nostro compito è di salvaguardare il comparto agricolo e, sebbene ci sia la necessità di affrontare questa emergenza, bisogna anche tener conto delle legittime esigenze di chi vive di agricoltura e per questo ci aspettiamo risposte dalla Regione Lazio”. Nel corso dell’incontro presso il centro civico di Monticchio oltre al primo cittadino di Sermoneta, erano presenti rappresentati dei Comuni di Sezze e Pontinia, il presidente della Coldiretti Latina Carlo Crocetti ed il direttore Saverio Viola, e del quale è stato relatore Luciano Nuccitelli, dirigente del Servizio Fitosanitario della Regione Lazio, si è deciso di chiedere un incontro all’assessore regionale all’agricoltura, Angela Birindelli, al fine di ‘rivedere le prescrizioni’. Agli agricoltori presenti all’incontro è stato spiegato cosa è la ‘diabrotica’, ossia un pericoloso coleottero di origine americane, giunto in Italia con i cargo che portavano, dagli Usa, aiuti umanitari nella ex Jugoslavia, durante la guerra del 1992. Nel luglio scorso, durante l'attività di monitoraggio, il servizio fitosanitario ha scoperto la presenza del coleottero ed ha lanciato l'allarme. Da quanto si è appreso, Sermoneta è stata inserita nella cosiddetta ‘zona focolaio’, mentre la ‘zona tampone’ comprende parte dei comuni di Sermoneta, Cisterna, Latina, Cori e Sezze. Le misure fitosanitarie che la Regione chiede sono, per la zona focolaio, l'attuazione di una rotazione delle colture per un triennio, mentre nella zona tampone la rotazione biennale delle coltivazioni di mais.




