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Disaccordo sull’acqua

Mercoledì 16 Novembre 2011 18:21

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sermonetadi Domiziana Tosatti

“Sulla gestione idrica e sulle tariffe l’amministrazione comunale di Sermoneta non è dalla parte dei cittadini”. Ad affermarlo è Antonio Scarsella, capogruppo consiliare, a seguito della decisione dell’amministrazione di avallare le decisioni adottate dalla Conferenza dei sindaci nell’ultima assemblea dell’Ato4, dove si è discusso di Acqualatina Spa.

“In seno all’ultima Conferenza Ato- ha osservato Scarsella- è stato negato ai Consigli comunali di discutere, modificare e ratificare le convenzioni per la gestione del servizio idrico e tutto sarà deciso dalla Conferenza stessa e dal presidente della provincia. E’ stato di fatto disconosciuto il referendum di giugno, non c’è stata alcuna riduzione delle tariffe e la tariffa annua aumenterà in media del 7%. Oltre a tutto ciò è stato deciso, per esplicita volontà dei sindaci e della maggioranza di centrodestra della Provincia, che nel caso in cui la vertenza con il Consorzio di Bonifica comporterà un esborso, questo sarà caricato sulle bollette degli utenti. Quindi- ha continuato il consigliere- i cittadini-utenti, dopo aver votato e vinto un referendum abrogativo al fine di dare più peso alla parte pubblica nella gestione dell’acqua e per diminuire le tariffe, si ritrovano a dover pagare di più”. Ciò che osserva Scarsella è, nello specifico, l’atteggiamento dell’amministrazione comunale della cittadina caetana. “In tale scenario- ha detto- continuano a distinguersi per il loro totale appiattimento al centro-destra pontino il sindaco e l’amministrazione comunale di Sermoneta, partecipando alla riunione ed avvallando puntualmente le decisioni. Atteggiamento ancor più grave se si rapporta alla discussione di una mia mozione nel Consiglio comunale dello scorso 21 settembre, quando lo stesso capogruppo di maggioranza aveva pubblicamente affermato di condividere il principio dell’acqua pubblica e gli esiti referendari. E’ evidenti che i buoni propositi ci sono solo a parole. Il dato di fatto- ha concluso- è che questa amministrazione accetta supinamente che il Consiglio sia svuotato delle sue competenze, permette che le tariffe siano aumentate e che sugli utenti si riversino i costi della politica e della gestione privatistica del servizio”.