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A CHE SERVIRÀ L’AREA DELL’EX MISTRAL

Mercoledì 28 Settembre 2011 15:27

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exmistraldi Domiziana Tosatti

Il 'delitto perfetto'. Così Antonio Scarsella, capogruppo consiliare del Gruppo misto e membro del Partito democratico, ha definito la vicenda urbanistica dell'area dell'ex Mistral, messa nelle condizioni, attraverso l'approvazione, lo scorso 3 agosto, di alcune fasi del Piano casa regionale, di essere destinata urbanisticamente a 'civile abitazione'.

"L'inerzia dell'amministrazione, la non volontà di accogliere l'invito a non limitarsi ad assistere alle procedure fallimentari, ma, piuttosto, intraprendere delle proprie azioni per far sì che l'area fosse oggetto di intervento patrimoniale pubblico e non speculativo e privato. Tutto questo- ha osservato Scarsella- hanno fatto sì, insieme a quanto previsto dal nuovo Piano casa regionale, che prevede, per le aree industriali dismesse, la trasformazione della volumetria da 'industriale' a 'civile abitazione'. Tutto questo- ha spiegato- potrà accadere in maniera automatica, senza neanche la possibilità, per il Comune, di porre dei limiti. Quindi il privato che prenderà all'asta l'area dell'ex Mistral potrà farla divenire un nuovo insediamento residenziale. Si tratta di un'area che fa appartiene alla storia produttiva, operaia ed umana di Sermoneta e dei Lepini e l'amministrazione non può assistere inerme alle procedure fallimentari. Avevo proposto l'intervento del Consorzio industriale Roma-Latina, per il riutilizzo industriale dell'area, ma le mie proposte sono state definite- ha ricordato Scarsella- 'fantasie irrealizzabili'. Oggi, la conseguenza immediata dell'intervento normativo della Regione Lazio sarà l'aumento del valore stesso dell'area e, quindi, un intervento pubblico nel futuro sarebbe molto più oneroso di quanto poteva esserlo due o tre anni fa. Ecco qui- ha concluso il consigliere di opposizione- che si verifica il 'delitto perfetto': quello che era un patrimonio della collettività diventa per legge un intervento di speculazione edilizia. Nuove miglia di metri cubi di edilizia residenziale sopra la testa del Consiglio comunale e dei cittadini".