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ANCORA STRASCICHI POST BEVILACQUA

Giovedì 05 Maggio 2011 12:54

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piazzaroccagorgadi Luca Morazzano

Le parole di Loreto Bevilacqua hanno lasciato il segno all’interno del Partito Democratico di Roccagorga. Ad intervenire è Tommaso Leo Orsini, che analizza l’evolversi della situazione facendo paragoni con il passato: “Il grido di dolore del compagno Bevilacqua, ex sindaco e personaggio di spicco del defunto PP non mi sorprende più di tanto, perché rivela un già visto che si verificò nella politica amministrativa, reggente un monocolore comunista, dal 1970 al 1975.

Il sindaco di quel periodo, Manfredo Tretola, inaugurò, con la nuova politica amministrativa derivante dall'istituzione delle Regioni, un approccio formale nuovo con il corpo elettorale prima e con gli organismi interni del partito di maggioranza dopo. Il fenomeno di autoritarismo intercettato dal Bevilacqua, nei rapporti con maggioranza, minoranza ed elettori, periodicamente si incaglia nella dinamica del processo democratico delle decisioni politiche. Nei primi anni '70, in una memorabile assemblea che si tenne a Roccagorga, nei locali del Cinema Splendore, mentre il sindaco illustrava le linee della formazione del bilancio, si levò lo stesso grido di dolore perché un giovane operaio di nome Antonio Rossi, appartenente ad una vecchia famiglia di comunisti, contestò vivacemente la conferenza stampa del sindaco, perché la formazione del bilancio aveva seguito un iter autoritatio, esautorando il consiglio comunale, il gruppo di maggioranza e il direttivo del Partito Comunista stesso. Dopo quella contestazione si innescò un meccanismo di rinnovamento che favorì l'ingresso al partito di moltissimi giovani, che gradualmente portarono anche ad un cambiamento dei quadri politici dirigenti sia nel partito che nell'amministrazione comunale. In quel tempo questo cambiamento fu possibile perché non c'era la mediazione mediatica ed il rapporto con gli elettori era diretto e pregnante. La differenza con l'oggi di Bevilacqua è che il suo partito, pur diretto da Spaziani, un esemplare vivente delle più vecchie famiglie comuniste di Roccagorga, è completamente estraneo ai processi di formazione del consenso elettorale, che poggia solo sulla determinazione del voto di scambio. Quindi a mio avviso Bevilacqua percorre una strada tutta in salita ed alla fine della medesima solo se dà un senso a tutto, come nella tradizione degli innovatori di Roccagorga, potrà avviare un nuovo processo culturale e politico restituendo agli elettori piena consapevolezza e dignità”. Da registrare anche l’intervento del consigliere Alfredo Ciotti, che in una nota sostiene: “Prendo le distanze dal tentativo di strumentalizzare politicamente contro il consigliere provinciale, autore di una nota nella quale l'intenzione era quella di ribadire la condivisione ad un programma elettorale sottoscritto insieme due anni orsono. Ritengo che il richiamo fatto da Bevilacqua di ricondurre la discussione all'interno di questo partito sia giusto e doveroso. I luoghi della discussione debbono essere anche i luoghi della condivisione. Auspico che si possa riconoscere, con un sereno dibattito, le ragioni di tutti”.